giovedì, Maggio 26, 2022

Duplice omicidio di Ucria: venerdì udienza fiume con sentenza in Corte d’Assise

A sinistra le due vittime, in alto Fabrizio ed in basso Antonino Contiguglia. A destra Salvatore Russo
A sinistra le due vittime, in alto Fabrizio ed in basso Antonino Contiguglia. A destra Salvatore Russo

Si avvicina il giorno del verdetto: si prevede un’udienza fiume, venerdì 28 gennaio in Corte d’Assise, a Messina, quando con molta probabilità sarà emessa la sentenza di primo grado relativa alla sparatoria avvenuta nella serata di ferragosto del 2019 ad Ucria. Erano le 21, all’incirca, quando nel pieno centro storico del comune nebroideo, colpiti alla testa, morivano Antonino e Fabrizio Contiguglia, 62 e 27 anni, zio e nipote, uccisi dal 31enne di Paternò Salvatore Russo, in carcere dall’epoca dei fatti.

Alla base del duplice omicidio, secondo il gip, una lite per un parcheggio. Russo, allora 29enne, ed il cognato, Daniele Balsamo, avevano infatti affittato una casa nel centro storico di Ucria per trascorrere le ferie con le famiglie. Un posto auto aveva però portato ad uno scontro, il giorno prima, con Santino Contiguglia. Così nella serata del 15 agosto, insieme ad altri quattro familiari, Contiguglia si era recato a casa di Russo, chiedendogli con violenza di uscire per un chiarimento. “Una spedizione punitiva”, la definì il procuratore Angelo Cavallo. Così i legali del paternese invocarono la legittima difesa, ma le conclusioni del gip stabilirono che la pistola era di proprietà di Russo, che sarebbe tornato a Paternò proprio per prendere l’arma, che tirò fuori dalla tasca dei pantaloni per sparare a bruciapelo.

Per la vicenda, oltre a Salvatore Russo, accusato dell’omicidio di zio e nipote e del tentato omicidio di Salvatore Contiguglia, sono stati rinviati a giudizio tre componenti del nucleo familiare delle vittime: Vittorio, Santino e lo stesso Salvatore Contiguglia, che dovranno rispondere di violenza privata in concorso.

Nell’udienza fiume di venerdì è prevista la requisitoria del pubblico ministero, in cui l’accusa chiederà la condanna dell’imputato, probabilmente all’ergastolo, data l’aggravante dei futili motivi e dell’aver agito con crudeltà, dopodiché la parola passerà ai legali di parte civile ed infine agli avvocati della difesa. Poi si riunirà la camera di consiglio, che potrebbe emettere la sentenza di primo grado già in serata.

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