Mistretta: processo per incendio, disposta l’assoluzione perchè il fatto non sussiste

patti

Non c’erano prove che l’incendio fosse stato appiccato dall’imputato, perché il suo terreno è confinante con la strada comunale e da li sarebbe potuto passare chiunque. Da qui l’assoluzione dal reato contestato, perché il fatto non sussiste.

Così ha disposto il giudice monocratico del tribunale di Patti Edoardo Zantedeschi nei confronti di un settantenne di Mistretta, difeso dall’avvocato Francesco Balletta. Anche il pm Francesco Quartarone, alla luce delle risultanze dibattimentali, aveva chiesto l’assoluzione, mancando le prove della colpevolezza.

La sentenza è stata emessa il 23 novembre scorso per una vicenda che risale al mese di Giugno del 2016. L’imputato era accusato di avere appiccato il fuoco nei pressi della propria abitazione su terreno di proprietà del comune di Mistretta. In particolare, secondo l’accusa, avrebbe utilizzato benzina, provocando un incendio su una superficie di terreno di circa 132 metri quadrati, procurando un serio pericolo per la pubblica incolumità. L’incendio non si è ulteriormente sviluppato grazie all’intervento del personale del distaccamento forestale di Mistretta.

Dopo una complessa istruttoria dibattimentale, sentiti diversi testimoni, è emersa l’insussistenza dei fatti contestati. Di questo avviso anche il pm, che, al termine della sua requisitoria, aveva richiesto l’assoluzione, evidenziando che mancassero le prove; l’avvocato Balletta ha ribadito che non sussistessero i fatti contestati, proprio perché, considerate le vicinanze del fondo privato con la strada comunale, l’incendio avrebbe potuto appiccarlo chiunque. Da qui l’assoluzione disposta dal giudice monocratico, perché il fatto non sussiste.

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