Ficarra, installazioni artistiche e formazione culturale per combattere la violenza contro le donne

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Offrire sempre più spunti di riflessione e occasioni di discussione e condivisione sul tema del contrasto alla violenza sulle donne, che è una scommessa soprattutto culturale.

Con questo proposito l’amministrazione di Ficarra vuole andare “oltre le panchine rosse”, mettendo in campo eventi in tre vetrine artistiche a cura della Stanza della Seta e sulla scalinata di piazza Umberto I. Autentiche installazioni dove il segno, la grafica, l’oggetto, portano alla riflessione condivisa su quella che poi diventa una giornata collettiva di denuncia.

“Si tratta di tre proposte di riflessione al cospetto di tre diversi display fortemente connotati sul tema, quasi un urlo di richiamo, uno spostamento prospettico dell’osservazione su un argomento purtroppo sempre attuale” spiega Mauro Cappotto, ideatore delle tre installazioni.

Le luci delle vetrine di accenderanno a partire dalle 18 del 24 novembre, tra parole, commenti e letture a cura di Cettina Giallombardo e resteranno accese per due settimane.

Installazione: Le scarpe rosse, a cura di Giada Princiotto e Alida Caputo.

Vetrina 1 – Pescheria comunale “The red room”

Vetrina 2 –  Palazzo Busacca “Withering”

Vetrina 3 – Ex Ufficio di Collocamento “Domestic butchery”

In serata passeggiata con condivisione di brani letterari a cura di Cettina Giallombardo

Il 25 novembre, poi, alle 16:30 si terrà l’inaugurazione della panchina rossa.

Ma il Comune di Ficarra vuole realizzare anche una serie di eventi culturali sulla tematica sociale della tutela della donna ed oltre ai convegni, gli osservatori e le stesse panchine rosse, occorre far conoscere le numerosissime misure di sostegno pensate per le donne in difficoltà, sia nel mondo del lavoro, sia per l’accompagnamento sociale, sia per quanto riguarda gli strumenti per la salvaguardia delle donne vittime di violenza. Per questo sarà avviato un progetto culturale già all’interno delle scuole, con l’impegno dell’Assessore Giada Princiotto, passando dalla biblioteca comunale dove aprire una sorta di “scaffale” di conoscenza tra testi normativi ed anche documenti d’esperienze di donne che si raccontano, che educano, che aiutano altre donne ad avviare il percorso della tutela dell’autostima ed anche della denuncia.

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