Vulcano – Evacuate altre abitazioni in serata al porto di Levante. Preoccupano gas e fumi

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Ancora evacuazioni sull’isola di Vulcano. Nella serata di ieri altri due nuclei familiari sono stati allontanati dalle proprie abitazioni. Adesso, dunque, sono quattro, in totale, le famiglie che hanno dovuto lasciare la propria casa e trasferirsi in albergo. Stavolta, però, siamo in un’area distante da quella in cui ricadono le prime due, a poche centinaia di metri dal molo di Levante, quello – per intenderci – in cui attraccano gli aliscafi.

La ragione, però, sarebbe la stessa: esalazioni di gas dal sottosuolo, tossici perché ricchi di anidride carbonica e anidride solforosa.

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La situazione comincia a preoccupare anche i vulcanari, che fin qui, nonostante il livello di allerta passato da verde a giallo, erano stati relativamente sereni. La popolazione, infatti, adesso teme che i gas tossici  si allarghino interessando altre zone dell’isola.

Un’evacuazione generale dell’isola, al momento, non è all’ordine del giorno, ma intanto nell’area sommitale del cratere le fumarole continuano a farsi notare. I valori restano alti, ma sono costantemente monitorati dai vulcanologi: un fenomeno simile, senza che però ci fosse un’eruzione si era già verificato alla fine degli anni ’80.

Ieri mattina, vicino al laghetto termale, nella zona del porto di Levante, si è aperta una nuova fumarola: la zona è stata immediatamente recintata per consentire il monitoraggio da parte degli esperti dell’Ingv.

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Intanto il sindaco di Lipari Giorgianni, ha riferito che alcune delle villette di Vulcanello confiscate alla mafia e donate al Comune saranno messe a disposizione per realizzare un Centro di coordinamento e rafforzamento del monitoraggio e per poter ospitare, in caso di necessità, vulcanologi, tecnici e forze dell’ordine.

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