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Si finse manager dell’Agip, raggirando cittadini tra Sant’Agata ed Acquedolci. Condannato truffatore

La dottoressa Marialuisa Gullino, Giudice Monocratico del Tribunale di Patti, ha condannato ad un anno e due mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, Giorgio Covato, 41enne nato a Scicli, ritenuto colpevole del reato di truffa.

Covato, definito da più parti “truffatore seriale dai mille volti” non è nuovo a simili illeciti, attenzionati spesso dalla cronaca regionale e nazionale (basta solo fare una ricerca sul web inserendo il suo nome e cognome).

L’incredibile vicenda nel territorio tirrenico dei nebrodi risale al settembre del 2015: un uomo, sconosciuto, dall’aspetto distinto, giungeva a Sant’Agata Militello presentandosi come alto dirigente della nota Agenzia Petrolifera nazionale AGIP.

Secondo la ricostruzione dei fatti operata dalla Procura della Repubblica di Patti, il soggetto, curato nell’aspetto e che indossava abiti elegantissimi, diceva di chiamarsi Giuseppe Rinaudi e chiedeva di soggiornare ad Acquedolci presso il Residence “Il Corallo”, annunciando ai titolari della struttura ricettiva di essere impegnato quale ospite d’onore e presidente di giuria di un importante concorso di bellezza.

Così per qualche giorno “Rinaudi” pernottava e consumava pasti in hotel. Già prima aveva richiesto ed ottenuto un servizio di bodyguard a due cittadini santagatesi che, interpellati da un amico, avevano dato la loro disponibilità. E così per tre giorni il condannato veniva scortato dai due guardaspalle, che lo accompagnavano a loro spese con la loro auto in attesa di ricevere il compenso pattuito.

Tra le altre cose “Rinaudi” diceva loro di essere milionario, proprietario di un grande palazzo a Torrenova ed anche intimo amico del Tenente dei Carabinieri di Sant’Agata M.llo. Diversi erano i locali in cui si faceva accompagnare per trascorrere momenti di svago ed in ognuno di essi consumava pasti e costose bevande, rinviando il pagamento sempre rappresentando la sua posizione di Dirigente AGIP. In alcune occasioni i due bodyguard – parecchio conosciuti nel circondario – garantivano per il loro cliente con i titolari dei locali. Senonché, alle richieste di saldo delle loro spettanze, “Rinaudi” rispondeva con continui rinvii, adducendo di non avere denaro contante al seguito e di poter provvedere il giorno della sua partenza da Acquedolci.

Ai guardaspalle l’uomo dava, quindi, appuntamento presso il Residence “Il Corallo”, ma allorquando i due si presentavano in anticipo rispetto all’orario previsto accadeva l’imprevedibile. Vistosi braccato dalle due guardie del corpo, l’uomo si dava ad una fuga rocambolesca, cercando rifugio in un’abitazione privata, forzandone l’ingresso.

A quel punto la titolare del Residence e la proprietaria della villetta chiamavano i Carabinieri di Acquedolci, i quali, bloccato l’uomo, lo portavano in Caserma, identificandolo come Giorgio Covato, residente a Scicli, già sottoposto ad Avviso Orale di P.S. e per il quale era stata proposta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale  con obbligo di soggiorno. Il Covato, sempre secondo le indagini degli inquirenti, annoverava diversi precedenti per reati contro il patrimonio e la fede pubblica ed era dedito alla commissione di truffe.

I due bodyguard sono difesi dall’avvocato Alessandro Nespola, del foro di Patti. L’avv. Giuseppina Cicero, del foro di Ragusa, legale rappresentante del condannato, ha già annunciato che presenterà ricorso in appello.

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