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Furto d’acqua, Pignatone: mancanza di organizzazione, siciliani pagano il prezzo più alto

“Si è scoperta una vera e propria rete idrica clandestina, nascosta nel sottosuolo, attraverso la quale ventisei fra imprenditori agricoli e gestori di aziende del nisseno, tra Gela e Buttera, prelevavano illecitamente acqua. Un sistema consolidato, scoperto grazie all’importante lavoro condotto dalla magistratura, delle forze dell’ordine e da chi ha effettuato i controlli per conto dell’ente erogatore, a cui rivolgo il mio personale apprezzamento e plauso”. Così si esprime il deputato alla camera del Movimento 5 Stelle Dedalo Pignatone, componente della commissione agricoltura a Montecitorio –  “A mio parere, la gestione idrica in Sicilia è oggettivamente povera di programmazione. Il problema è che degli agricoltori ci si ricorda solamente quanto c’è da pagare le tasse. Per sopperire a queste ataviche mancanze abbiamo destinato oltre 1.3 miliardi di euro per investimenti strategici nel settore irriguo”.

Questo finanziamento è un ulteriore passo a favore dell’agricoltura dell’isola siciliana, un settore fondamentale che va a tutti i costi supportato, favorendo l’innovazione tecnologica e la tutela dell’ambiente, indispensabile per proiettare il comparto verso un futuro sostenibile.

Articolo di Noemi Cavallaro

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