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Etna, ennesimo parossismo questa notte. Fontane di lava e nube alta 9 km

“A muntagna”, come la chiamano gli abitanti dell’hinterland catanese, ha ripreso questa notte la sua potente attività stromboliana con fontana di lava. Si tratta del 38mo parossismo registrato nel 2021.

Secondo quanto indicato dall’istituto di geofisica e vulcanologia  Osservatorio Etneo, a partire dalle 22:00 di ieri si è osservato un incremento dell’ampiezza media del tremore vulcanico con valori nel livello medio-alto.

Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico è stato localizzato nell’area del cratere di Sud-Est ad una quota di circa 2900-3000 m sul livello del mare. L’attività infrasonica, invece, si è mantenuta su livelli bassi e non si è registrata attività esplosiva.

Intorno alle 00:30 si è osservata, grazie alle telecamere di sorveglianza, la ripresa dell’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est da almeno tre bocche eruttive.

L’ampiezza del tremore vulcanico è passato su valori alti con andamento in crescita, mentre l’attività infrasonica è rimasta ad un livello basso.

A partire dalle 02:13 si è osservato anche un trabocco lavico dal Cratere di Sud-Est che si è propagato in direzione Sud Ovest e pochi minuti dopo le telecamere di sorveglianza hanno mostrato che l’attività stromboliana del Cratere di Sud-Est è passata a fontana di lava.

Il numero degli eventi infrasonici, localizzato in prossimità del cratere CSE, è diventato molto alto. Sua Maestà l’Etna ha iniziato, quindi a placarsi a partire dalle 03:17 quando la fontana di lava al Cratere di Sud-Est è cessata, mentre è proseguita una debole attività esplosiva ed il trabocco lavico che si è riversato in direzione Sud-Ovest, con fronte a 2.900 metri s.l.m.

Lo spettacolo si è concluso intorno alle 5 del mattino, quando l’attività esplosiva al Cratere di Sud-Est è cessata.

La nube eruttiva prodotta ha superato l’altezza di 9 km s.l.m. e, in accordo con il modello previsionale, la sua dispersione ha riguardato il settore orientale del vulcano con ricaduta di lapilli a Fornazzo e Giarre.

Fortunatamente il trabocco lavico, appare scarsamente alimentato ed il fronte sembra essersi fermato  a quota 2900 m s.l.m. Inoltre, al termine della fase di fontana di lava è stato possibile osservare che l’attività del Cratere di Sud-Est ha prodotto un secondo trabocco lavico dal suo orlo orientale che si è diretto verso Est senza superare la base del cratere.

Adesso il tremore vulcanico è su valori medi con andamento in diminuzione ed è localizzato in prossimità del Cratere di Sud-Est ad una profondità di circa 3000 m s.l.m. L’attività infrasonica si è ridotta notevolmente portandosi su un livello basso e le stazioni della rete clinometrica hanno registrato modeste variazioni e non si osservano variazioni significative nei segnali acquisiti dalla rete GNSS.

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