29° anniversario della strage di Capaci – Mattarella: “O si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi”

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“O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative”. Così il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, nell’aula bunker del Carcere Ucciardone per l’anniversario della strage di Capaci.

È stato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ad accogliere questa mattina, assieme al presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Micciché e al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo arrivo all’Ucciardone per partecipare alla cerimonia organizzata dal ministero dell’Istruzione e dalla fondazione Falcone in occasione del 29° anniversario della strage di Capaci.

“E’ sempre di grande significato – ha detto il presidente Mattarella nell’anniversario dell’attentato nel quale vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta – ritrovarsi nel bunker, un luogo di grande valenza simbolica, dove lo Stato ha assestato importanti colpi alla mafia”. “La mafia esiste ancora – ha scandito però Mattarella – non è stata sconfitta. E’ necessario tenere sempre attenzione alta e vigile da parte dello Stato”.

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La cerimonia si è aperta con l’inno di Mameli eseguito dall’orchestra degli studenti del magistrale Regina Margherita nel porto di Palermo. Sulla banchina Maria Falcone, sorella del giudice ucciso e il ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi. Per il secondo anno consecutivo a causa del Covid non è stato possibile organizzare l’arrivo delle navi della Legalità con i ragazzi delle scuole di tutta Italia.

Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ed il Capo della Polizia Lamberto Giannini hanno deposto una corona d’alloro alla Stele commemorativa di Capaci, sull’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, in ricordo vittime attentato del 23 maggio 1992.

“La credibilità della magistratura e la capacità di riscuotere fiducia – ha detto in un altro passaggio il capo dello Stato – è imprescindibile per lo svolgimento della vita della Repubblica: gli strumenti non mancano, si prosegua a fare luce su ombre e sospetti: si affrontino in maniera decisiva i progetti di riforma“.

“Sentimenti di contrapposizione, contese, polemiche all’interno della magistratura – ha detto Mattarella – minano il prestigio e l’autorevolezza dell’organo giudiziario”.

Il lavoro di Falcone fu straordinario: andare alla ricerca della forza economica della mafia lo portò a sviluppare la consapevolezza che occorreva lavorare a livello internazionale. Quando venne al ministero nel ’91 iniziò la fase di cooperazione internazionale, fu un periodo breve ma fecondissimo. A livello europeo, fu Falcone il primo a intuire che occorreva una protezione penale degli interessi finanziari. Tra qualche settimana prenderà avvio la Procura europea, una istituzione dell’Ue, anche qui troviamo un lascito di Falcone”Così la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, parlando nell’aula bunker dell’Ucciardone.

“Vogliamo riappropriarci delle città attraverso l’arte – spiega Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni Falcone e sorella del giudice ucciso a Capaci – . La cultura è determinante per il rinnovamento dello spirito dei popoli”.

Intanto, il ministro della Giustizia Marta Cartabia, ricorda la figura di Falcone: “Ha insegnato che nella lotta alla mafia non basta perseguire il singolo reato; bisogna agire su tutte le articolazioni su cui si radica il potere della mafia. Quelle sociali, quelle economiche. Quelle che oltrepassano i confini nazionali”.

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Il Presidente della Regione Musumeci ha poi partecipato, alla caserma Lungaro, sede del reparto scorte della Questura di Palermo, alla deposizione di una corona d’alloro sulla lapide dei caduti nelle stragi e allo svelamento della teca in cui sono conservati i resti della Fiat Croma “Quarto Savona 15”, l’auto di scorta del giudice Falcone.

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