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Processo per usura a Brolo: due condanne ed un’assoluzione

Due condanne ed un’assoluzione per una vicenda di usura ai danni di un imprenditore di Brolo. Questo il responso del collegio giudicante del tribunale di Patti, presidente Carmine De Rose, a latere Marialuisa Gullino e Giovanna Ceccon.

Fortunato Calabrò è stato condannato a 9 anni di reclusione e 3000 euro di multa, Franco Chiaia a 3 anni di reclusione e 8000 mila euro di multa ed infine Andrea La Spina assolto perchè il fatto non sussiste. Di tutt’altro tenore le richieste del pm Andrea Apollonio: 15 anni per Calabrò, 7 per Chiaia e 5 per La Spina. Tutti e tre sono stati difesi dagli avvocati Salvatore Silvestro e Pietro Luccisano.

All’imprenditore, costituitosi parte civile con l’avvocato Giuseppe Condipodero Marchetta, è stato riconosciuto il risarcimento danni da liquidarsi in separata sede; il legale, al termine delle discussioni finali, aveva chiesto per i danni 500 mila euro.

L’epilogo di primo grado della vicenda giudiziaria fa riferimento al dicembre 2019, quando i carabinieri della compagnia di Patti eseguirono un’ordinanza di due misure cautelari del divieto di dimora nel comune di Brolo; furono emesse dal Gip del Tribunale di Patti Ugo Domenico Molina, su richiesta del sostituto procuratore della repubblica di Patti Giorgia Orlando, con il coordinamento del procuratore della repubblica di Patti Angelo Cavallo.

Dalle indagini dei magistrati era emersa la drammatica vicenda di un imprenditore brolese strangolato dal cappio dell’usura e sull’orlo della disperazione, che aveva deciso di denunciare tutto ai carabinieri. Riferì anche di molteplici incursioni presso il suo magazzino, per impossessarsi gratuitamente o a prezzi irrisori di grandi quantitativi di merce.

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