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Mafia dei Nebrodi: quattro condanne per 43 anni complessivi in primo grado

Dopo circa tre ore di camera di consiglio, il collegio giudicante del tribunale di Patti, presieduto da Mario Samperi, ha emesso quattro condanne ed un’assoluzione nel processo riguardante l’inchiesta della Dda “Castello”. 13 anni ad Antonino Conti Mica, 10 anni e 4 mesi a Liborio Francesco Mileti, 10 anni a Nicolino Gioitta e 9 anni e 8 mesi a Gaetano Sebastiano Liuzzo Scorpo. Assolto Gaetano Catalano Puma per non aver commesso il fatto.

Tutti gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Alessandro Pruiti, Flavia Galbato e Salvatore Silvestro, che hanno già preannunciato appello alle pesanti condanne emesse in primo grado. I giudici del tribunale di Patti hanno poi disposto il risarcimento da liquidarsi in separata sede per le parti civili costituite in giudizio: il centro studi “Pio La Torre”, la Fai, l’Acis di Sant’Agata Militello e il comitato Addiopizzo di Messina.

L’accusa è stata sostenuta in aula dal sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia Fabrizio Monaco e le richieste evidenziate nelle discussioni finali sono state in parte modificate in sentenza. In qualche modo il verdetto ha fatto emergere l’associazione mafiosa dei Batanesi e la credibilità dei pentiti, utili a far capire come si delineava l’attività mafiosa, le tentate estorsioni, avvenute nel 2011, ai danni di attività imprenditoriali e poi il traffico di droga. L’indagine è stata portata avanti nel 2018 dai magistrati della Dda Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo e dai carabinieri.

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