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S. Agata Militello, aveva usato cibi senza etichetta. Ristoratore assolto perché il fatto non è più reato

Il Giudice monocratico del Tribunale di Patti, Vincenzo Mandanici, ha assolto un ristoratore, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato.

Si è conclusa così, dinanzi al Tribunale di Patti la vicenda giudiziaria nella quale è stato coinvolto un ristoratore locale, a seguito di un accertamento effettuato dagli operatori dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Sant’Agata di Militello nel 2017. Dopo un controllo era stato trovato in possesso di circa 40 kg di prodotti ittici di varie specie, non avariati, ma privi della prevista etichettatura necessaria ad attestarne la relativa tracciabilità, che, al tempo, sono stati sequestrati e distrutti.

Per questo era stato imputato per la violazione della normativa relativa alla disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. In particolare la contestazione si riferiva all’uso, nella preparazione di alimenti per la somministrazione o la vendita per il consumo, di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione.

L’imputato, difeso dall’Avv. Massimiliano Fabio, si è opposto al Decreto penale di condanna emesso nei suoi confronti dal GIP del Tribunale di Patti e nel corso del giudizio ordinario ha fatto valere la recente l’abrogazione della normativa che aveva determinato la contestazione.

Il Giudice monocratico del Tribunale di Patti, Vincenzo Mandanici, ha assolto il ristoratore perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, in applicazione del D. Lgs 27/2021 più favorevole, che ha recepito la relativa direttiva comunitaria dell’anno 2018.

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