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Processo per l’operazione “Piramide”: disposte due condanne e un’assoluzione

Tre patteggiamenti, tre processi col rito abbreviato e infine due condanne, con pene molto al sotto delle richieste del pm ed un’assoluzione con il rito ordinario. Questi in sintesi i verdetti del tribunale di Patti riguardanti il processo per l’operazione “Piramide”, portata a termine nei mesi di aprile e maggio 2019 dai carabinieri della compagnia di Patti.

Si contestava a vario titolo detenzione e spaccio di droga, non solo nei luoghi della movida, ma anche all’esterno di alcune scuole e poi anche estorsione. I fatti contestati sono accaduti a Patti, Falcone e Messina. L’epilogo giudiziario del processo di prima grado è stato ieri al tribunale di Patti, con la sentenza disposta dal collegio giudicante del tribunale di Patti – presidente Samperi, a latere De Rose e Ceccon.

I giudici hanno condannato Ignacio Gonzalez Perez, difeso dall’avvocato Antonietta Privitera, alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione, pena sospesa; nel contempo è stata disposta l’assoluzione per due episodi di spaccio, perchè il fatto non sussiste e anche dal reato di estorsione, sempre con la stessa formula, perchè il fatto non sussiste. Il Pm, al termine delle discussioni finali, aveva chiesto la pena di sei anni di reclusione.

Altra condanna, della stessa entità, per Agostino Sangiorgio, difeso dagli avvocati Nuccio Ricchiazzi e Francesco Balletta; a fronte di una richiesta del pm di tre anni di reclusione, i giudici lo hanno condannato ad un anno, quattro mesi di reclusione, pena sospesa. Per entrambi gli imputati, le cui condanne sono state fortemente ridimensionate rispetto alle richieste dell’accusa, i legali della difesa presenteranno appello.

Infine Marco Pietro Calabrese, difeso dall’avvocato Pinuccio Calabrò, è stato assolto perchè il fatto non sussiste, a fronte di una richiesta del pm di tre anni e sei mesi di reclusione.

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