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Niente tampone per chi è entrato oggi in Sicilia: la Regione ha dimenticato di rinnovare l’ordinanza

Scadeva alla mezzanotte del 6 aprile l’ordinanza dello scorso 4 marzo, ed il rinnovo è arrivato solo nella serata di oggi, 7 aprile, con l’ordinanza che istituisce tre nuove zone rosse in Sicilia in vigore dal 9 aprile tre nuove zone rosse in Sicilia (Godrano, in provincia di Palermo, Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa e Ribera, in provincia di Agrigento), e conferma il protocollo per gli ingressi nell’Isola.

La Regione infatti ha “dimenticato” di rinnovare l’ordinanza che impone la registrazione al portale www.siciliacoronavirus.it e lo screening per chi entra in Sicilia, che in scadeva alla mezzanotte di ieri, e per un giorno dunque, il 7 aprile, c’è stato un vero e proprio “liberi tutti”.

Chi è entrato durante questo “buco” tra un provvedimento e l’altro, dunque, non ha l’obbligo né di registrarsi né di fare la quarantena prevista per 10 giorni per chi non esibisce un tampone molecolare negativo eseguito nelle ultime 48 ore prima della partenza o non vuole sottoporsi a test antigenico rapido all’arrivo.

Notizia che ha portato agli attacchi dell’opposizione: Giuseppe Lupo, capogruppo PD all’Ars. “C’è da rimanere senza parole nel leggere la notizia del mancato rinnovo dell’ordinanza. La gestione dell’emergenza Covid è ormai del tutto sfuggita di mano a Musumeci, il quale invece di prendere atto dei suoi limiti accentra a sé non solo il ruolo di commissario Covid in Sicilia, ma anche quello di assessore ad interim alla Salute”.
“I preoccupanti dati sull’emergenza Covid e la freschissima zona rossa istituita a Palermo dicono senza mezzi termini che siamo nel bel mezzo della tempesta. Non possiamo permetterci, in circostanze drammatiche come questa, di avere un assessore, il presidente della Regione, a mezzo servizio, che deve occuparsi , spesso male, di mille altre cose”, dicono il capogruppo del M5S al’Ars, Giovanni Di Caro e i componenti della commissione Salute di palazzo dei Normanni. “É pazzesco – dicono – trovarsi in piena guerra alla pandemia senza un generale che coordini h 24 le operazioni“.
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