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Oliveri: la Regione deve restituire al comune 1.300.000 euro

La Regione dovrà restituire oltre un milione e trecento mila euro al comune di Oliveri, fondi che erano stati assegnati per i lavori di ristrutturazione della scuola media.

Questo si deduce dalla sentenza del consiglio di giustizia amministrativa che, accogliendo l’appello proposto dal comune, rappresentato dall’avvocato Natale Bonfiglio, ha ribaltato la decisione emessa nel 2017 dal Tar di Catania. Il comune aveva ottenuto i fondi secondo la delibera Cipe 79/2012 del 5 febbraio 2014 de “la buona scuola” e aveva anche proceduto ad una consegna parziale alla ditta aggiudicataria dell’appalto, la “Evergreen srl” di Messina. Concluso il procedimento, nell’attesa che iniziassero i lavori, la Regione, a seguito di un esposto, sospese l’efficacia del decreto di finanziamento. Il comune chiese per due volte l’accesso agli atti e di avere contezza dell’esposto, ma non ottenne alcunchè. Nel frattempo la Regione revocò in via definitiva il finanziamento.

Da qui il ricorso al Tar, che rigettò il ricorso presentato dal comune e poi la presentazione dell’appello, che ora ha ribaltato tutto. Il Cga ha di fatto azzerato i due motivi che il Tar aveva invece ritenuto fondanti, perchè si procedesse alla revoca del finanziamento. Il primo riguardava la contestata “convivenza” delle funzioni di rup e di responsabile dell’area tecnica – che a suo tempo sono state ricoperte dal sindaco, oggi consigliere comunale, Michele Pino; il secondo che il progetto non si riferisse alla messa in sicurezza del plesso scolastico – questo era l’oggetto del bando e che aveva determinato l’erogazione del finanziamento – ma di semplice ristrutturazione.

Per il Cga invece da un lato non sussiste il divieto assoluto al cumulo delle funzioni di rup e di responsabile dell’area tecnica, come è avvenuto per questo intervento; nello stesso tempo i lavori da realizzare – come quelli previsti dal bando – si riferivano non a semplici manutenzioni, ma proprio alla messa in sicurezza dell’immobile e dunque, viste le condizioni del plesso, si doveva intervenire con estrema urgenza.

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