Barcellona: la Regione ha risposto all’esposto e i sei consiglieri chiedono le dimissioni del presidente del consiglio comunale

barcellona municipio

Esaminati i documenti trasmessi, secondo quanto disposto dall’articolo 59 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale e delle commissioni consiliari permanenti di studio e consultazione a Palazzo Longano, la loro composizione non è avvenuta secondo i termini assegnati per la designazione.

Questo il primo spunto della risposta della Regione all’esposto inviato il 9 gennaio scorso dai consiglieri David Bongiovanni, Raffaella Campo, Antonio Mamì, Melangela Scolaro, Gabriele Sidoti ed Ilenia Torre. I consiglieri comunali di Palazzo Longano lo avevano inviato anche al Prefetto di Messina, per rappresentare quelle che loro ritengono siano state irregolarità attribuite al presidente del consiglio comunale di Barcellona Angelo Paride Pino. Già dalla prima risposta si evidenzia che in consiglio qualcosa non è andato come doveva, se è vero la Regione, nella sua risposta abbia specificato qual’è il criterio di composizione delle commissioni e i tempi per la discussione generale e la dichiarazione di voto.

“La risposta dell’assessorato delle autonomie locali al nostro esposto, nonostante il tentativo di confondere le acque ad opera del segretario Giuseppe Torre, restituisce giustizia a quanto subito dai consiglieri comunali in questo primo scorcio di consiliatura ad opera del presidente Pino, confermando le lamentate violazioni del dettato regolamentare, volte a sfavorire la partecipazione in aula dei consiglieri dissenzienti e ad assicurare che il dibattito venisse escluso quando non conveniente per qualcuno, hanno scritto i consiglieri Bongiovanni, Campo, Mamì, Scolaro, Sidoti e Torre. Di fronte ad un esito talmente eclatante è ancor più evidente la totale inadeguatezza dell’attuale presidente del consiglio a ricoprire tale ruolo con imparzialità, fatto del quale la stessa maggioranza dovrebbe prendere atto, e ne chiediamo quindi le immediate dimissioni, riservandoci di porre in essere tutte le azioni previste dall’ordinamento affinchè venga ridata agibilità democratica al consiglio comunale.”

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