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“L’Ultima Spiaggia” – Esperti a confronto sul tema dell’erosione e sul futuro delle spiagge siciliane

Il famoso “Contratto di Costa Tirreno 1” e l’erosione delle spiagge siciliane saranno il tema del convegno che domani, venerdì 22 gennaio, sarà possibile seguire sulle pagine Facebook Legambiente Sicilia e Legambiente Nebrodi e sul canale di YouTube di Legambiente Sicilia a partire dalle ore 16:00.

“L’iniziativa – dice Salvatore GURGONE, presidente di Legambiente Nebrodi circolo “Tiziano Granata” – si propone di fare il punto della situazione e di confrontare le varie posizioni con l’obiettivo di individuare e perseguire coerentemente una linea di azione utile ad affrontare in modo sostenibile l’arretramento delle spiagge, nella consapevolezza di essere ad un punto di svolta: replicare gli errori del passato o inaugurare una nuova stagione all’altezza della sfida imposta dai mutamenti climatici”.

In collegamento il Sottosegretario di Stato per il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con delega al dissesto idrogeologico, l’On. Roberto Morassut.

“E visto che non lo fa chi ha istituzionalmente il compito di far fronte al dissesto dei litorali Siciliani – continua Gurgone – a dibattere dell’argomento chiamati da Legambiente ci saranno docenti universitari e i maggiori esperti nazionali che da anni studiano il fenomeno dell’erosione delle spiagge come il Prof. Amedeo Mallandrino, il Prof. Giovanni Randazzo e il Prof. Enzo Pranzini, chiamati a dire la loro sul Contratto di costa Tirreno 1”.

Saranno presenti il dott. Maurizio Croce, Soggetto attuatore del Commissario Straordinario contro il dissesto idrogeologico nella regione siciliana e il Sindaco di Sant’Agata di Militello Bruno Mancuso, la direttrice di Legambiente Sicilia Claudia Casa ed il Vice Presidente nazionale di Legambiente Edoardo Zanchini. A Salvatore Granata, toccherà il compito di introdurre i lavori del convegno che saranno coordinati da Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente.

La sottoscrizione del Contratto di Costa tra il presidente della Regione ed i sindaci di 14 comuni del litorale nebroideo aveva suscitato la speranza di una svolta positiva, indicando obiettivi coerenti con la necessità di contrastare i fenomeni erosivi in una logica di area vasta intervenendo a rimuovere le cause del fenomeno.

“La pratica attuazione del Contratto – sottolinea però Gurgone -, sembra finora tradire lo spirito dell’accordo. Il progetto generale che avrebbe dovuto intervenire sulle cause, a partire dalla rimozione di quegli ostacoli che impediscono ai sedimenti di alimentare le spiagge, poggia su di un preliminare che ripropone il sistema delle barriere frangiflutti come modello dominante”.

Finora, l’effetto sortito dal Contratto di Costa sembra essere quello di avere centralizzato la concessione di fondi per alimentare il vecchio circuito delle opere di difesa attraverso interventi puntuali dettati da emergenze provocate da opere precedenti o da incuria.

“Purtroppo – conclude il presidente di Legambiente Nebrodi Salvatore Gurgone – abbiamo dovuto prendere atto che il modello culturale dei “primi interventi” e del progetto preliminare dell’intervento  generale riflettano le precedenti logiche, che riteniamo  fallimentari, è confermato anche dal fatto che a redigerli siano stati gli stessi professionisti.”

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