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I quattro operai morti nell'esplosione: Giovanni Testaverde, Fortunato Porcino, Vito Mazzeo e Mohamed Taeher Mannai

Barcellona P.G. – L’esplosione del 20 novembre 2019. Cinque vite spezzate

Nel pomeriggio del 20 novembre 2019 due boati frantumarono la routine quotidiana degli abitanti di Barcellona Pozzo di Gotto. Poi il fumo, denso ed ineluttabile.

Tutto lasciava presagire la gravità della situazione, che di lì a poco sconvolse un’intera comunità. Le esplosioni arrivavano proprio dalla fabbrica di fuochi artificiali della ditta Costa, ubicato tra contrada Cavalieri e Femminamorta.

La cronaca di oggi ci fa rivivere quei tragici momenti di dolore e di angoscia per delle vite spezzate troppo presto. Una sciagura che non bisogna dimenticare.

Subito si attivano i soccorsi, ma la situazione è già compromessa. Ci sono 5 vittime: Trapela il primo nome. È quello di Venera Mazzeo, 71 anni, moglie del titolare della ditta. Il figlio è uno dei feriti ustionati. Ha tentato di salvare la vita alla madre. Ne uscirà gravemente ustionato.

Le altre vittime sono operai di una ditta che stava ultimando dei lavori all’interno della fabbrica. Giovanni Testaverde, 34 anni, ha lasciato la moglie e due figli, destinati affrontare in tenerissima età un dolore troppo grande.

Era diventato papà da due mesi Fortunato Porcino, 31 anni. Adesso illumina dal cielo i passi della sua piccola.

Aveva il progetto di costruirsi una famiglia il tunisino Mohamed Tannai, 39 anni. Si era sposato da poco.

La più giovane delle vittime, Vito Mazzeo, 23 anni, aveva una gran voglia di lavorare. Sua madre ha atteso per ore fuori dai cancelli della fabbrica, invano.

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