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Gioiosa Marea, occupazione illegittima, comune condannato

Il comune di Gioiosa Marea dovrà restituire alcune aree di un appezzamento di terreno in località Marotta; in alternativa dovrà acquisirle ed in ogni caso dovrà risarcire il danno per l’occupazione illegittima.

Così hanno deciso i giudici della prima sezione del Tar di Catania sul ricorso di due privati, rappresentati dall’avvocato Giovanni Marchese. Il ricorso fu notificato nel 2004 e riguarda la realizzazione della strada di congiunzione tra la strada statale 113 e la strada provinciale “Galbato”. Non solo una parte del terreno dei privati sarebbe stato occupato illegittimamente, ma anche, nel corso dei lavori, la ditta appaltatrice avrebbe arrecato danni all’intero fondo, alterando l’originario assetto orografico.

L’opera fu iniziata nel 1990 – il 27 marzo di quell’anno furono consegnati i lavori e completata l’1 agosto 1991, ma il fondo fu irreversibilmente trasformato, senza che sia stato mai adottato alcun decreto di espropriazione, nè corrisposta, a titolo provvisorio o definitivo, l’indennità per l’occupazione o per la espropriazione del fondo. Queste circostanze furono contestate nel 1996 e nel 1997; nel 1998 iniziò un processo al Tribunale di Patti, che si concluse nel 2002, con il non luogo a procedere per difetto di giurisdizione, ritenuto che il contraddittorio spettasse al giudice amministrativo. In sentenza i giudici del Tar di Catania hanno disposto la condanna per il comune per l’occupazione illegittima delle aree considerate di pubblica utilità; queste dovranno essere restituite ai proprietari secondo il loro stato originario; in alternativa le aree potranno essere acquisite dal comune.

In ogni caso, sia che vengano restituite, sia che vengano acquisite – entro il termine di centoventi giorni dalla notifica di questa sentenza, si dovrà risarcire il danno. Il Tar ha disposto il difetto di giurisdizione solo per le aree vicine a quelle che sono state dichiarate di pubblica utilità. Solo per queste il ricorso è stato dichiarato inammissibile, ma si potrà procedere ricorrendo al giudice ordinario.

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