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Milazzo – Vaccarella piange Don “Ciccio da rutta”, uomo d’altri tempi piegato dal Covid-19

E’ triste il borgo di Vaccarella. Qui don Ciccio Maisano lo conoscevano tutti. Lo conoscevano come “Ciccio da rutta”. Perché la storia di Don Ciccio è quella di un uomo di altri tempi, di un’altra epoca. Quella segnata dai sacrifici di chi, con grandissima dignità, ha costruito la sua vita, la sua famiglia, realizzandosi e guadagnandosi il rispetto di un’intera comunità.

Sul campo e senza che nessuno gli regalasse niente. Una persona buona, gentile, disponibile. Era figlio di un pescatore, figlio di sacrifici, di levatacce al mattino per portare a casa la pagnotta. Gli stessi sacrifici fatti da lui stesso e dai fratelli. Socio onorario del circolo “Giovanni Cambria”, era lo chef della sagra del pesce. Una vita di sorrisi, affetti, grandi slanci di umanità spezzata da quel mostro che sta turbando l’esistenza di ciascuno di noi, identificato da cinque lettere e due numeri: Covid-19. La storia di Francesco Maisano ha un sapore magico già dalle primissime battute.

Don Ciccio nacque in una grotta, la grotta dell’Oro al Capo, sotto i bombardamenti del 6 agosto 1943. Era quello il posto dove, durante la seconda guerra mondiale, tante famiglie trovarono riparo. Qui la sua mamma trovò il supporto delle donne rifugiate e, in particolare, l’assistenza di un’anziana. Don Ciccio nacque tra le lenzuola distese in quella spelonca e la sua nascita sapeva tanto di speranza. Nato nell’umiltà, cresciuto nell’umiltà, diventato un gigante di dignità, un esempio di vita.

La redazione di AMnotizie rivolge alla famiglia di Don Ciccio Maisano le più sentite e sincere condoglianze in questo momento di dolore.

(La foto di Don Ciccio è tratta da Facebook, dalla pagina Mbuttaturi Milazzo ∼ Fede e Tradizione Popolare ∼)

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