Nuovo DPCM in arrivo il 2 novembre: lockdown locali e stop agli spostamenti tra Regioni

Foto The Social Post
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Sembra essere domani, lunedì 2 novembre, il giorno dell’annuncio del terzo DPCM firmato in circa 20 giorni dal Governo Conte. La curva dei contagi non si ferma e il Premier vuole correre al riparo con ulteriori restrizioni. Gli oltre 60.000 casi degli ultimi due giorni non fanno presagire nulla di buono e non c’è tempo di vagliare se il DPCM precedente possa abbassare il rischio di contagio.

La linea di palazzo Chigi è evitare con ogni tentativo possibile il ritorno del lockdown nazionale come accaduto la scorsa primavera. Tra le misure previste sembra che verranno approvate:

  • lo stop agli spostamenti tra regioni, se non per motivi di lavoro o necessità legate a salute e rientro al proprio domicilio, in generale per «comprovate esigenze»;
  • la chiusura dei centri commerciali nei weekend;
  • coprifuoco su tutta Italia dalle 20, anticipando l’orario fissato oggi in alcune regioni (come la Sicilia) alle 23;
  • Didattica a distanza dal 75% al 100% per tutti gli studenti delle scuole superiori e le università, possibile il coinvolgimento anche per le terze medie.

Sarà inoltre possibile procedere con lockdown locali, dunque intere aree metropolitane se la situazione non è uniforme nell’intera Regione.

Sulla base dei dati dei nuovi contagiati rispetto ai tamponi effettuati e della tenuta delle strutture sanitarie saranno i governatori poi a dover decidere le eventuali limitazioni.

In particolare si potrà agire sulla chiusura delle scuole per passare alla didattica a distanza, sugli orari di apertura dei negozi e il possibile scaglionamento, gli orari di chiusura di bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie che possono subire ulteriori limitazioni rispetto a quelli decisi a livello nazionale, adesso previsti alle 18.

Speranza: “Curva terrificante, 48 ore per nuove chiusure”
“La curva epidemiologica è ancora molto alta. Mi preoccupa il dato assoluto, che mostra una curva terrificante. O la pieghiamo, o andiamo in difficoltà”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con il Corriere della Sera. “Abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore”, evidenzia Speranza, secondo il quale c’è ancora troppa gente in giro. Il ministro poi rassicura sulla tenuta delle terapie intensive, e sulla scuola spiega che va difesa il più possibile, ma in un contesto di epidemia “non è intangibile”.
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