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Coronavirus, domani nuovo DPCM: coprifuoco, strette su palestre e centri commerciali

Potrebbe essere pronto già domani sera il nuovo DPCM del Premier Conte, ma guai ad usare la parola lockdown. Con il Covid che corre all’impazzata però, anche il presidente del consiglio ha deciso di cambiare passo ed oggi ha annullato tutti gli appuntamenti per mettersi al lavoro su un nuovo Dpcm. Le scuole restano aperte. Industria, commercio, artigianato e professioni vanno avanti.

Si fermeranno invece tutte le attività ritenute «non essenziali», dai convegni allo sport non professionistico. Ci sarà un nuovo limite di posti sui bus e un numero ancora più limitato di ospiti alle cerimonie. Il ministro dell’economia Gualtieri sta già valutando i fondi per ristorare le attività che saranno costrette a fermarsi.

Alla luce dei quasi ventimila nuovi contagi di ieri, pressato da governatori, scienziati e da alcuni ministri, il premier Conte accelera verso due settimane di chiusura (quasi) totale per rallentare i motori del Paese, così da alleggerire la sofferenza delle strutture sanitarie.

Le tensioni maggiori sono sull’ipotesi coprifuoco: gli scienziati spingono sullo stop alle attività e alla circolazione alle 21 (o persino alle 20) su tutto il territorio nazionale. Ma diversi ministri chiedono di salvare le attività di ristorazione e posticipare alle 22 o alle 23: dopo l’orario stabilito si potrà uscire dalla propria abitazione solo per motivi di urgenza, salute e lavoro.

Con il nuovo DPCM si fermerebbero i campionati sportivi non professionistici e verrebbero chiuse palestre, piscine e circoli sportivi.
Quasi certa la chiusura dei centri commerciali nel weekend, mentre resteranno aperti i negozi al dettaglio. Probabili strette per i mercati rionali.

Sulla scuola il ministro Azzolina bacchetta i governatori di Regione: «Le ordinanze devono essere coerenti e non scavalcare il ministero», così la ministra ha chiesto di tenere ad un massimo del 50% la percentuale di didattica a distanza per le superiori.

Dovrebbero rimanere aperti parrucchieri e centri estetici, con controlli molto più serrati sul rispetto dei protocolli e ordinanze di chiusura immediata per chi risulta non in regola.

Un punto di cui si inizia a discutere è poi quello riguardante gli spostamenti tra Regioni: nessuna decisione è ancora presa, ma è possibile che venga imposto un limite agli spostamenti da quelle Regioni che hanno un indice Rt molto alto.

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