giovedì, Ottobre 22, 2020

Sicilia – Il Click Day è un flop, la Regione si arrende e cambia modalità di assegnamento

E’ ufficiale lo Stop al click day. Dopo una settimana di polemiche e il primo rinvio da lunedì 5 ottobre a giovedì 8, tre giorni di difficoltà tecniche e un primo rinvio da lunedì 5 a giovedì 8 ottobre, la Regione annulla il click day e blocca tutte le procedure.

La Regione dà la colpa a Tim, dato che manca la matematica certezza di funzionamento del sistema. Oggi in conferenza stampa sono intervenuti l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano e Gaetano Armao.

“C’è un disservizio causato da altri – dice Armao – dobbiamo dare un ristoro a tutte le aziende, come è stato chiesto dal Parlamento e dalle parti sociali.”
i contributi alle imprese per i danni subiti durante il lockdown saranno concessi a pioggia, considerando come platea tutte le imprese che si sono registrate sul portale messo in piedi fino a questo momento, con modalità che adesso l’assessorato regionale alle Attività produttive affiderà a un altro bando.

Sul nuovi rinvio del click day disposto dalla Regione Siciliana, l’on. Giuseppe Laccoto ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“E’ finita come tutti si aspettavano. Dopo il rinvio di lunedì scorso, neppure domani si svolgerà il click day del bonuSicilia, per la concessione di contributi a fondo perduto alle microimprese dell’Isola danneggiate dalla chiusura per l’emergenza Covid-19.

Un fallimento che si aggiunge alla mortificazione per le aziende in attesa di un sostegno concreto dopo la crisi causata dalla chiusura. La Regione ha scaricato le responsabilità sulla Telecom, ma deve apportare i necessari correttivi al bando, così come richiesto dalle associazioni di categoria.

Oltre a mettere tutti partecipanti nelle stesse condizioni, visto che non tutte le zone della Sicilia sono raggiunte dalla fibra ottica ed è quindi lecito supporre che vengono penalizzati i concorrenti che si trovano in zone dove la linea internet non ha gli stessi parametri di quella che serve i grandi centri, bisogna prevedere una ripartizione più equa e razionale delle risorse a disposizione, magari diminuendo il tetto massimo del sostegno economico previsto e allargando la platea dei settori produttivi e artigianali che possono partecipare al bando in modo da concedere il ristoro a quante più aziende e attività possibili.

In alternativa, si potrebbero contemplare scadenze diverse su base provinciale visto che i fondi disponibili sono già ripartiti per zone territoriali”.

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