mercoledì, Novembre 25, 2020
blank

Morte di Aurelio Visalli – La Procura di Barcellona apre un’inchiesta. Il cognato: “Poteva essere salvato”

La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto un’inchiesta sulla tragica morte di Aurelio Visalli, al fine di capire come sia stato organizzato l’intervento di soccorso costato la vita al sottufficiale. L’uomo è stato inghiottito dalle onde sabato scorso, dopo che si era tuffato in mare nel tentativo di salvare la vita a un ragazzo rimasto in balia delle onde. L’uomo lascia la moglie e due figli.

La data delle esequie non è stata ancora fissata in quanto la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto l’autopsia sul corpo del sottufficiale. Il comune di Milazzo, attraverso le dichiarazioni del sindaco Formica, ha previsto il lutto cittadino nel giorno dei funerali.

Fondamentali, per le indagini, potranno riverlarsi le testiomianze dei presenti. Anche relativamente alla questione dell’equipaggiamento di Aurelio Visalli e dei colleghi nelle operazioni di salvataggio cui stavano prendendo parte. In tal senso, il cognato di Visalli ha avanzato l’ipotesi che il sottufficiale non fosse adeguatamente equipaggiato per la missione di salvataggio che si accingeva a compiere.

Il cognato del Militare, Antonio Crea, ha raccontato all’ANSA: “Poteva essere salvato, ci sono responsabilità per le dinamiche con le quali lo hanno costretto ad intervenire e responsabilità dei soccorsi arrivati assolutamente in ritardo. A mio cognato e a due sue colleghi era stato vietato di intervenire con la motovedetta perché il mare non lo consentiva.”

“Dopo un po’ – prosegue Crea – gli è stato chiesto di intervenire da terra. Ma come potevano farlo senza attrezzatura, non avendo ne giubbotti di salvataggio né salvagenti, mute, corde o altro? “Avevano solo un piccolo salvagente con una cordicella per tirarla ai due giovani. – spiega – Mio cognato tra l’altro era motorista e sotto capo, sicuramente non era compito suo. Nel frattempo uno dei ragazzi è riuscito a tornare a riva mente l’altro attendeva aggrappato ad una boa”.

Il sottufficiale e il collega si sono tolti i vestiti e si sono tuffati. “Ad un certo punto mio cognato è stato investito dalle onde e nessuno lo ha più visto – aggiunge – Nessuno ha tentato di salvarlo nemmeno i suo i due colleghi perché il mare era troppo forte. E dalle 13 alle 19 prima che arrivasse l’elicottero nessuno lo ha cercato veramente”. Per Crea “ci sono molti punti oscuri su come si sono svolte le ricerche”.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp