venerdì, Settembre 25, 2020

S. Agata Militello, minoranza consiliare su punto nascita: “prima messa in sicurezza, poi deroga ministeriale”

I consiglieri di minoranza del comune di S. Agata Militello, Nunziatina Starvaggi, Melinda Recupero, Monica Brancatelli, Giuseppe Puleo ed Antonio Vitale, hanno replicato con una nota alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dell’assessore regionale agli enti locali Bernardette Grasso e dall’onorevole Elvira Amata capo-gruppo all’ARS di Fratelli d’Italia, sulla riapertura del punto nascita del nosocomio santagatese, chiuso ormai dallo scorso mese di settembre.

Il deputato di maggioranza dell’ARS Elvira Amata prima e l’assessore Bernarda Grasso dopo hanno fatto delle dichiarazioni a seguito della recente protesta dei cittadini per la riapertura del punto nascita di Sant’Agata. “I Fondi ci sono, serve la deroga del Ministero”. Ribadire che l’assessore Razza sta percorrendo la strada della richiesta della deroga speciale al Ministero ci fa comprendere che non vi è alcuna volontà politica di riaprire il punto nascita” si legge nella nota ” in quanto il Ministero ha chiarito che non si occupa di deroghe di reparti non sicuri e la Regione può decidere, in considerazione della propria  autonomia, di mantenere il Punto Nascita. Infatti, ” incalzano i consiglieri “da ultimo, in occasione del tavolo tecnico tenutosi il 13 Febbraio 2020 con una delegazione nebroidea, nel quale è intervenuta l’architetto Francesca Currò, dirigente ministeriale, la stessa ebbe ad affermare che “Noi, come strategia nazionale, non ci occupiamo di strutture ospedaliere né di dare deroghe per il mantenimento di reparti a rischio”.

Per cui, piuttosto che spostare lo sguardo verso Roma (chiaramente per allontanare le evidenti responsabilità della politica regionale), l’intervento di cui si necessita è da parte della regione Sicilia, la quale dovrebbe assicurare le risorse necessarie per mettere il presidio in sicurezza. E assicurarle significa metterle a disposizione dell’ASP di Messina e non semplicemente stanziarle. 

“Il vero nodo della questione è rappresentato dalla messa in sicurezza del Punto Nascita (che è stato chiuso dall’Asp, proprio perché ritenuto non sicuro per mancanza di requisiti strutturali e di personale)” puntualizzano “Ma stando a quanto prospettato dal deputato Amata e dall’assessore Grasso, bisognerà attendere la deroga speciale e solo dopo si procederà alla messa in sicurezza del presidio. Invece è fondamentale che accada il contrario: e cioè che si proceda tempestivamente per prima cosa alla messa in sicurezza del Punto Nascita, reperendo il personale sanitario necessario, e che dopo si regolarizzi la deroga. S.Agata per le proprie peculiarità ha i requisiti per restare in deroga a prescindere del raggiungimento dei 500 parti annui, per cui la deroga, una volta che si sarà provveduto a renderlo sicuro, costituirebbe una “semplice ratifica”.

“La Regione piuttosto che avvalersi della sua autonomia per agire tempestivamente … Aspetta…” lamentano i consiglieri “E intanto si continuerà a raccontare della nascita ai caselli dell’autostrada di una bimba, del rifiuto di una mamma a partorire a Patti e la settimana scorsa si è sfiorata la tragedia. Nel frattempo aspettano cenni ( che non servono!) da Roma. E si sa, “mentre a Roma si discuteva, Sagunto venne espugnata”. Speriamo vivamente che non accada.”

 

 

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