sabato, Agosto 15, 2020

Parte il tour dell’orlandino Marco Corrao, “Pietre su pietre” domani a Zafferana Etnea

Al via il “Pietre su Pietre” tour, i concerti di presentazione del nuovo album del cantautore orlandino Marco Corrao.

Si parte il 23 luglio da Zafferana Etnea (CT) nell’ambito dello Zafferana Jazz Festival, con un live con Riccardo Tesi, virtuoso organettista di fama internazionale, compositore e figura riferimento del folk italiano, all’Anfiteatro Falcone e Borsellino.

Il concerto segue il live di Omar Sosa & Ernesttico previsto per le 21,30, mentre il 25 Luglio, sempre con Riccardo Tesi, Marco Corrao sarà a Villa Piccolo a Capo d’Orlando (Me) alle ore 21 (ingresso 10 euro – Info ticket: info@crossroad.it).

Il 31 luglio si esibirà invece voce e chitarre nell’ambito dell’Alkantara Fest, al B&B Sotto i Pini di Pisano Etneo (Catania) alle ore 22,30. Le date sono però in continuo aggiornamento.

“Pietre su pietre” il terzo album da solista di Marco Corrao, cantautore, chitarrista e produttore siciliano. Un titolo che vuole evocare l’immagine della costruzione del sentiero di una vita, una pietra dopo l’altra.

Così, nel disco, si alternano racconti di uomini e percorsi di vita: storie di mafia, di follia visionaria, storie di libertà, spiritualità, solidarietà e anche di morte. Sullo sfondo una “Terra di meraviglie”, come recita il titolo del brano che apre il disco e che vede la prestigiosa partecipazione di Riccardo Tesi; una Sicilia mille volte uccisa e mille volte rinata; contraddittoria, ma viva più che mai. Terra amata ed odiata, madre severa con chi la abbandona e forse ancor più severa con chi rimane.

Nove brani in tutto, di cui otto inediti, i cui testi sono a volte ermetici, a volte semplici e diretti. La produzione artistica è dello stesso Corrao con Ottavio Leo. Insieme i due firmano anche le musiche dei brani, caratterizzate da atmosfere riverberate, elettronica e armonie semplici. Un concetto stilistico prettamente legato al mondo dell’altfolk americano e canadese con qualche incursione nel panorama British. Chitarre elettriche distorte, vibrati, riverberi, effetti anni 70 misti ad elettronica moderna. A volte basso, a volte contrabbasso; e poi batterie o percussioni, e ancora pianoforti, organi, sintetizzatori e banjo.

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