Città Metropolitana di Messina – Piano straordinario per le infrastrutture

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Il Masterplan della città Metropolitana venne firmato nell’ottobre del 2016, caso unico, al di fuori della sede istituzionale, presso l’Università degli Studi di Messina, quasi a sottolineare una sorta di sudditanza di un palazzo rispetto ad un altro, ma quel che è peggio a rinunciare al ruolo di guida dei processi, infatti a differenza delle città di Catania e di Palermo, il comune di Messina decise di cedere la governance del Patto all’Ente Città Metropolitana riservando per il Comune solo la somma di € 104.594.660,00 pari al 31,5% dell’intera dotazione del Patto e allocando la restante parte delle somme disponibili di € 227.405.340,00 ai Comuni della Città Metropolitana di Messina.

Questa scelta, oltre a penalizzare la città di Messina, è stata la causa di una frammentazione di spesa perché moltiplicando i centri di spesa per n. 30 soggetti beneficiari (vedi lista) ha disperso le risorse in centinaia progetti si sono moltiplicate le fasi procedurali, amministrative e finanziarie con un impatto finanziario diluito e inefficace sul territorio:

CHI SONO I SOGGETTI BENEFICIARI DEL PATTO:

  1. Città Metropolitana
  2. Comune di Messina
  3. Comune di Tripi
  4. Comune di Santa Teresa di Riva
  5. Comune di Gallodoro
  6. Comune di Torrenova
  7. Comune di Santo Stefano Di Camastra
  8. Comune di Agata Di Militello
  9. Comune di Frazzano’
  10. Comune di Fiumedinisi
  11. Comune di Pace Del Mela
  12. Comune di Saponara
  13. Comune di San Marco d’Alunzio
  14. Comune di San Salvatore di fitalia
  15. Comune di Ucria
  16. Comune di Caprileone
  17. Comune di Floresta
  18. Comune di Longi
  19. Comune di Ficarra
  20. Comune di Gualtieri Sicamino
  21. Comune di Galati M.
  22. Comune di Mirto
  23. Comune di Cesarò
  24. Amam
  25. Cas
  26. IRSAP
  27. ANAS
  28. Commissario Straordinario Dissesto Idrogeologico
  29. Ente Sviluppo Agricolo (ESA)
  30. Ente Parco dei Nebrodi

Il dato da sottolineare è che si è rinunciato per la città di Messina ad oltre 227 milioni di euro che con quelle risorse avrebbe potuto risolvere definitivamente i problemi storici della carenza idrica e delle baracche.

In questi due anni la Città Metropolitana di Messina ha fatto un lavoro straordinario e durissimo di taglio della spesa, con una drastica riduzione degli investimenti e della spesa corrente e con la eliminazione di costi inutili, sprechi, costi parassitari. Questo lavoro ci ha permesso di passare dall’orlo del dissesto finanziario nel 2018 ad essere nel 2020 la seconda Città Metropolitana in Italia ad approvare il Bilancio triennale di previsione la quarta ad approvare il consuntivo

Con il bilancio di quest’anno è stato coperto il disavanzo ereditato e la messa insicurezza dei conti per i prossimi anni. “La Città Metropolitana è salva grazie alla ricetta De Luca – dichiara il Sindaco Metropoliano – e oggi me ne prendo il merito, come in precedenza mi sono preso le critiche” grazie anche alla revisione del meccanismo del “prelievo forzoso” che ha finalmente equiparato le ex province siciliane al resto d’Italia.