Scuola e ripartenza – Piovono i no per il piano del ministro Azzolina

403

La bozza del piano per la riapertura delle scuole redatta dal Ministro all’Istruzione Lucia Azzolina non piace, né alle opposizioni né ad Italia Viva e nemmeno a sindacati e genitori. Oggi i comitati “Priorità alla scuola” scenderanno in 40 piazze italiane per dire no alle proposte.

Polemiche e critiche piovute da più parti, già prima della presentazione ufficiale del testo, al quale pare si sia lavorato anche stanotte, che avverrà oggi in Conferenza unificata con Regioni, Province e Comuni. Nel documento si parla di turni differenziati, lezioni in aula anche il sabato, la didattica a distanza che resterebbe ma solo in via marginale per gli studenti delle scuole superiori, dove le opportunità tecnologiche, l’età e le competenze degli studenti lo consentono.

Niente plexiglass, mascherine solo per gli studenti dai 6 anni in su e banchi singoli. I bambini delle scuole per l’infanzia non porteranno la mascherina e per non spaventarli gli educatori non potranno usare protezioni che nascondano il volto, quindi disco verde alle visiere di plexiglas e agli ingressi scaglionati tra le 7.30 e le 9. Saranno i presidi, con ampia autonomia, a decidere le modalità di studio. Una scelta giustificata dalla volontà di far riprendere le attività scolastiche attraverso scelte adatte alle esigenze del contesto di riferimento e compiute direttamente dai soggetti che vivono e governano il territorio.

Ci saranno i turni per fare lezione tra i banchi, alcune classi saranno divise in gruppi per materie, ma potranno anche esserci aggregazioni di studenti di diverse età. Per ciò che concerne le misure contenitive e organizzative e di prevenzione e protezione da attuare nelle singole istituzioni scolastiche per la ripartenza, il testo rinvia al documento tecnico del Comitato Tecnico Scientifico del 28 maggio scorso, mentre non prevede un aumento del personale docente, pur annunciando dimezzamenti di classi e quindi una maggior necessità di insegnanti. Si fa solo un generico riferimento a fondi per un miliardo di euro da destinare al personale, con aspra critica da parte proprio dei sindacati, che chiedono chiarezza.

Si difende la ministra Azzolina parlando di documento flessibile e critiche strumentali, mentre le si muove l’accusa di scaricare la responsabilità delle regole e delle strategie da approntare su Comitato Tecnico e autonomie scolastiche, con il rischio che nel Paese si delinei un sistema istruzione legato alle differenze territoriali. Unica novità che mette tutti d’accordo l’insegnamento dell’Educazione civica che a partire dal prossimo anno scolastico poi sarà obbligatorio in tutti i gradi dell’istruzione, già dalle scuole dell’infanzia.