mercoledì, Ottobre 21, 2020

Brolo: “La dipendente non doveva essere distaccata all’ufficio del giudice di pace di Sant’Angelo di Brolo!”

La corte d’appello di Messina ha confermato quanto disposto in primo grado dal tribunale di Patti il 17 ottobre 2018. La dipendente comunale di Brolo Adriana Gaglio non doveva essere distaccata all’Ufficio del Giudice di Pace di Sant’Angelo di Brolo. Non solo, ma ha anche subito un demansionamento.

Il giudice di secondo grado, che ha condannato il comune di Brolo a pagare le spese processuali, ha deliberato anche che il provvedimento di distacco dovesse essere deliberato dalla giunta e non dal sindaco.

La vicenda è iniziata all’indomani delle elezioni del 2014, quando il sindaco Irene Ricciardello decise il distacco della Gaglio presso gli uffici del giudice di pace di Sant’Angelo di Brolo allontanandola dalle proprie mansioni presso il comune di Brolo. Presso l’ufficio di Sant’Angelo di Brolo avrebbe dovuto svolgere le mansioni di cancelliere in virtù di una  convenzione tra i comuni di Brolo, Piraino, Sant’Angelo di Brolo, Ficarra e Sinagra per il mantenimento in funzione dell’ufficio del giudice di pace.

La Gaglio contestò il provvedimento, sia perché non aveva dato il consenso al distacco, sia per il demansionamento e propose ricorso al giudice del lavoro del tribunale di Patti Andrea La Spada. Il 5 ottobre 2015, il giudice dichiarò illegittimo il provvedimento del sindaco Ricciardello, ordinando al comune di Brolo di riassegnare la dipendente alle mansioni equivalenti a quelle di inquadramento. Il comune, senza dare esecuzione all’ordinanza del giudice La Spada, presentò reclamo, che fu accolto il 16 aprile 2016. La Gaglio, a questo punto, propose ricorso ordinario ed il comune di Brolo si è costituito in giudizio.

Il 17 ottobre 2018 il giudice del tribunale di Patti Fabio Licata ha annullato il provvedimento del comune di Brolo, ordinando all’amministrazione di riassegnare la Gaglio alle mansioni equivalenti presso il comune. Ma questo adempimento, ancora una volta, non fu  messo in atto.

E ora arriviamo ai giorni nostri. Il comune di Brolo ha proposto ricorso in appello e la corte d’appello di Messina ha confermato la sentenza di primo grado. Il sindaco non poteva effettuare il distaccamento della dipendente, che, con questo provvedimento, ha subito un demansionamento. La Gaglio è stata rappresentata dall’avvocato Pietro Speziale, mentre Il Comune di Brolo dall’avvocato Annalisa Sorbello.

 

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