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Pronunciata a Messina la prima storica condanna per tortura in Italia

È stata pronunciata a Messina la prima storica sentenza di condanna per il reato di tortura in Italia.

Il gup di Messina ha infatti condannato tre uomini, due egiziani ed un guineano, a venti anni di carcere ciascuno per aver trattenuto in un campo di prigionia libico decine di profughi pronti a partire per l’Italia.

I tre, di 24, 26 e 27 anni, sono stati condannati per associazione a delinquere finalizzata alla tratta di persone, alla violenza sessuale, alla tortura, all’omicidio e al sequestro di persona a scopo di estorsione.

I carcerieri erano stati fermati a Messina lo scorso settembre dalla Dda di Palermo. Testimoni che li hanno identificati hanno raccontato di essere stati torturati, picchiati e di aver visto morire compagni di prigionia.

“Ci hanno colpiti con bastoni, calci di fucili, tubi di gomma, ci hanno frustato, torturato con scariche elettriche e minacciato di morte” hanno raccontato dopo lo sbarco nell’agrigentino.

Il reato di tortura è stato introdotto nell’ordinamento italiano nel luglio del 2017 e quella emessa a Messina è la prima condanna in Italia per questa tipologia di reato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori i tre gestivano per conto di una organizzazione criminale un campo di prigionia in Libia, dove i profughi pronti a partire per l’Italia venivano tenuti sotto sequestro e rilasciati solo dopo il pagamento di un riscatto.

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