martedì, Ottobre 27, 2020

“Rischiava di crollare”, sequestrato il viadotto “Buzza”, sulla A20 Me-Pa

Anche un lieve terremoto o semplici sbalzi di temperatura, secondo i tecnici, potrebbero causare il crollo immediato dell’intero viadotto Buzza, sull’autostrada A20, in direzione Messina-Palermo, nel territorio di Caronia.

Per questo motivo il gip del tribunale di Patti ha disposto il sequestro preventivo del viadotto, eseguito dalla Polizia Stradale di Sant’Agata Militello.
Sei funzionari del Cas, tra direttori generali dell’ente e responsabili delle aree autostradali succedutisi negli anni, sono stati inscritti nel registro degli indagati per non aver provveduto alla manutenzione ed al ripristino a regola d’arte della struttura, omettendo di effettuare i lavori necessari per rimuovere le situazioni di pericolo.

Le indagini, avviate a seguito della segnalazione di un utente della strada, hanno portato al sopralluogo dei vigili del fuoco nel dicembre 2018, in cui venne rilevato che i basamenti su cui poggia il viadotto si trovavano fuori asse e disallineati rispetto ai pilastri portanti della struttura, con la concreta possibilità di uno “scarrellamento” del plinto.

Le complesse indagini tecniche, svolte anche con l’ausilio di droni, da un consulente nominato dalla Procura di Patti hanno portato alla conclusione che il viadotto “Buzza”, nella carreggiata in direzione Palermo, mostrasse chiari segnali di dissesto e di abbandono.

Secondo i tecnici il disallineamento dei basamenti deve essere corretto immediatamente per scongiurare il rischio serio e concreto di cedimento immediato e di collasso dell’intera struttura. Il cedimento potrebbe verificarsi a seguito di un evento sismico anche di bassa portata o dipendere anche da eventi atmosferici naturali, fra cui le semplici “variazioni termiche”.

In effetti l’organo di vigilanza del Ministero delle Infrastrutture aveva già intimato al CAS di provvedere al monitoraggio e alla manutenzione, mentre nell’ultimo anno e mezzo il Cas si è limitato esclusivamente ad interdire al traffico il viadotto, interrompendo arbitrariamente l’azione di monitoraggio inizialmente intrapresa.

Per quanto riguarda la circolazione rimane libero e aperto al traffico il viadotto parallelo, sul quale si svolge attualmente tutta la circolazione veicolare, con doppio senso di marcia.

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