domenica, Ottobre 25, 2020
on. nino germanà

Brolo – Nino Germanà lascerà “Forza Italia”?

L’On. Nino Germanà lascerà “Forza Italia”? Solo fra qualche giorno si avranno notizie certe, oggi dobbiamo accontentarci dei rumors che tra tante chiacchiere qualche verità l’hanno di certo. Nulla di ufficiale e lo stesso onorevole smentisce che esista qualche cosa di realmente definita. Insomma nessun passaggio nero su bianco. Forse un momento di riflessione politica che pone lo sguardo a 360°, in quella che sono le nuove realtà politiche italiane e regionali E aggiunge ”non nascondo di vivere un momento di disagio perché essendo stato alle ultime Regionali il decimo più votato della Sicilia immaginavo una maggiore considerazione per la provincia di Messina”.

Di fatto si avverte la sofferenza politica ma la domanda non è “quando” ma eventualmente dove e con chi. Matteo Renzi o sempre nell’area del centrodestra? Ma è chiaro che il malessere poltico che si respira sullo stato di salute di Forza Italia c’è. Qui mancando la definizione di un “Delfino” riconosciuto e definito pronto ad accogliere la prossima eredità di Berlusconi, c’è chi pensa di trovare spazi in altri partiti e movimenti non trovando certezze, garanzie e ruoli. In Sicilia già diversi politici hanno deciso di allontanarsi dell’area dei Forzisti come Francesco Scoma, Nino Minardo, Marianna Caronia, Salvatore Lentini, lo stesso Luigi Genovese, Orazio Ragusa e Rossana Cannata, Salvo Pogliese. C’è chi ha guardato verso Renzi, chi verso la Meloni o la Lega. Per Germanà alcuni che si definiscono bene informati dicono che “Italia Viva” sia pronta ad accoglierlo, e questo scatenerebbe, una logica faida soprattutto nel messinese, da tifoseria da derby, ma il diretto interessato, sorridendo sembra escludere questo passaggio, e guarda più verso scelte che lo collegherebbero in una posizione da centro-destra più a lui consono, anche in ragione al pensiero ed alle pulsioni politiche del suo elettorato. Di fatto prendiamo atto che pur non ufficializzata la voglia di cambiare c’è. Ed i tempi sono quelli giusti.

Massimo Scaffidi

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