mercoledì, Novembre 25, 2020
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Scarcerazione per rischio Covid-19, oltre 100 mafiosi chiedono i domiciliari

Le istanze di scarcerazione per “rischio Covid” aumentano di giorno in giorno. L’edizione odierna di Repubblica parla di oltre 100 richieste che stanno arrivando dai mafiosi per scontare la pena ai domiciliari per motivi di salute. Il nome più rilevante nella lista di chi ha fatto domanda è al momento quello di Gaetano Riina, il fratello del capo dei capi di Cosa Nostra, che è detenuto a Torino.

“Ha 87 anni ed è gravemente ammalato”, dice uno dei suoi legali, l’avvocato Pietro Riggi. “Nella nostra istanza scriviamo che nel carcere di Torino ci sono 60 detenuti risultati positivi al Coronavirus, una situazione davvero pericolosa per un anziano che ha un solo rene, che ha già rischiato la vita con più infarti e un enfisema polmonare.”
Riina deve scontare ancora due anni, l’ultima condanna è stata emessa dal tribunale di Napoli per il reato di concorrenza illecita, nell’ambito di una indagine sul controllo del trasporto ortofrutticolo.
“Se i Tribunali di sorveglianza ritengono che un capomafia ultrasettantenne abbia patologie non compatibili con la detenzione e non sia più pericoloso, nessuna obiezione alla concessione dei domiciliari. Ma non prendiamo a pretesto il Covid, per favore! Ad epidemia in fase discendente e trovandosi in condizioni di necessario isolamento al 41 bis, sarebbe ipocrita giustificare le scarcerazioni con i rischi legati al corona virus.” 

Lo afferma Claudio Fava, presidente della Commissione Regionale Antimafia siciliana, secondo il quale inoltre “sarebbe offensivo per le migliaia di anziani morti per le condizioni di promiscuità sociale e sanitaria in cui si sono trovati.”

“Se volete scarcerare Bagarella e Santapaola – conclude Fava – fatelo assumendovi la responsabilità di trovare una valida e legittima giustificazione. Che non può essere, a quattro mesi dall’inizio della pandemia, il rischio del contagio, mentre migliaia di detenuti in
attesa di giudizio o con pene lievi restano esposti, loro si, al rischio contagio nelle fatiscenti carceri italiane”.

Un centinaio le istanze di boss sciliani, altrettante quelle presentate da appartenenti a Camorra e ‘Ndrangheta. Attualmente sono 376 i mafiosi e i trafficanti di droga che hanno lasciato il carcere per motivi di salute legati all’emergenza Covid.
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