giovedì, Ottobre 22, 2020

Sicilia – L’assessore Messina pubblica foto di Conte in manette. Il PD regionale: “Si dimetta”

“Il presidente della Regione ci tolga dall’imbarazzo e rimuova immediatamente l’assessore  turismo Manlio Messina o saremo costretti a richiedere un dibattito d’aula e presentare una specifica mozione di sfiducia. É gravissimo che in un momento così delicato, che richiede la collaborazione fra istituzioni un assessore regionale manchi di rispetto al governo nazionale offendendo con un indecoroso post sulla sua pagina Facebook la Sicilia ed i siciliani che certamente non si riconoscono in questo tipo di esternazioni irriverenti e volgari. La sicilia ha bisogno di rappresentanti  che all’insegna del rispetto e della dignità personale lavorino per lo sviluppo della regione e non di  chi nasconde la propria inefficienza dietro umorismi irrispettosi”. Lo dicono i deputati del Partito democratico all’Ars a proposito del post pubblicato dall’assessore al turismo Manlio Messina sulla sua pagine Facebook che ritrae un fotomontaggio del presidente del Consiglio.

Anche il Presidente della Commissione antimafia regionale Claudio Fava rincara la dose: “Con la Sicilia in ginocchio, dilettarsi nei fotomontaggi denigratori nei confronti dei Presidente Conte è già ridicolo. 
Se a farlo è l’Assessore regionale responsabile per uno dei settori più colpiti, quello del turismo, si tratta di un comportamento irresponsabile che indica l’assenza della benché minima cultura istituzionale, soprattutto quando si fa parte di una Giunta che non riesce nemmeno ad organizzare il semplice invio delle domande per la cassa integrazione.
L’assessore Messina si ricordi, se ne è capace, di essere alla guida di un comparto che oggi sta soffrendo, con migliaia di posti di lavoro a rischio. Se non ne è capace, è meglio che se ne vada.”

L’assessore Manlio Messina non ci sta e, dopo aver cancellato il post, va al contrattacco: “Si stanno alzando polemiche,dai soliti noti, per una vignetta ironica che ho postato ieri sul Premier Conte. È ovvio che la satira in questo paese, almeno fino a questo momento, è consentita. Non vi è alcuna offesa per nessuno ma un semplice modo per sdrammatizzare le ulteriori condizioni cui ci costringe il Governo nazionale.”

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