martedì, Settembre 22, 2020

Barcellona. Emergenza Covid-19, interrogazioni di Città Aperta e PD. La proposta di #Noicisiamo per i commercianti

Sono tre le interrogazioni presentate dai Consiglieri Comunali di Barcellona Pozzo di Gotto. Attraverso Antonio Mamì e Raffaella Campo, il Movimento Città Aperta ha chiesto all’Amministrazione Comunale chiarimenti sulla gestione dell’emergenza coronavirus. In particolare, indice puntato contro il mancato coinvolgimento del Consiglio Comunale, delle forze politiche, delle associazioni del terzo settore e rappresentative delle attività economiche, dei professionisti e dei lavoratori presenti sul territorio e come si intenda porre rimedio a tale mancanza. Aggiornamenti vengono richiesti sulla proposta di costituire apposite cabine di regia con il coinvolgimento del territorio per studiare soluzioni tese a fronteggiare le emergenze. Viene inoltre richiesto di rendere pubblico il rendiconto dell’attività finora svolta e di informare la cittadinanza sulle modalità di gestione della cosiddetta fase due. Il Partito Democratico è invece intervenuto sulla richiesta avanzata nei giorni scorsi dal personale del Cutroni Zodda circa uno sdoppiamento del Covid Hospital. I consiglieri Nino Novelli e Giuseppe Saija hanno espresso le loro preoccupazioni sulla possibilità che l’ospedale di base possa essere chiuso per fare un punto di riferimento Covid, concentrando tutto sull’ospedale di Milazzo. Senza contare i costi che gli utenti dovranno sostenere per raggiungere altri ospedali della provincia con il rischio di rinunciare alle cure sanitarie. Per questo hanno chiesto al sindaco Materia di farsi portavoce con l’Assessorato Regionale e l’Asp al fine di predisporre una zona rossa Covid e una verde No Covid. Infine, il consigliere comunale Salvatore Imbesi del gruppo #Noicisiamo ha presentato una nota al primo cittadino per chiedere l’esenzione del pagamento della tassa sul suolo pubblico per bar, ristoranti e attività commerciali. Si tratterebbe di un primo segnale importante per sostenere la ripartenza di quelle attività messe seriamente in difficoltà dall’emergenza coronavirus.

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