martedì, Settembre 22, 2020

“Mia zia mi umiliava da anni, così ho dato 15mila euro ai sicari per ucciderla”

“Mia zia mi umiliava da anni, così ho dato 15mila euro ai sicari per ucciderla”, questo il movente dell’omicidio della 47enne Angela Maria Corona, il cui cadavere era stato trovato il 16 aprile in un dirupo tra Bagheria e Casteldaccia.

A confessare di aver organizzato l’omicidio è stata la nipote Maria Francesca Castronovo, 39 anni, arrestata ieri insieme ai due sicari, un 23enne della Costa d’Avorio ed un maliano di 28 anni, con l’accusa di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere.

In casa dell’ivoriano sono stati trovati i 15mila euro, consegnati ai due affinché uccidessero la donna e facessero sparire il cadavere.

I sospetti dei Carabinieri di Bagheria si erano però da subito concentrati sulla Castronovo. Testimoni infatti avevano raccontato di continui dissidi tra la zia e la nipote, così i militari, dopo avere scoperto il corpo della vittima in un dirupo, hanno rintracciato la nipote al centro ustionati dell’ospedale Civico, dove era stata ricoverata poco dopo il delitto con bruciature alle gambe.

Sempre secondo i testimoni le sarebbero state provocate dalla zia che le avrebbe lanciato dell’acqua bollente, mentre la giovane ha dichiarato che a provocare le ustioni sarebbe stato l’incendio della sua macchina, andata in fiamme dolosamente la notte dell’omicidio di Angela Maria Corona, il 14 aprile scorso.

Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, la donna sarebbe stata strangolata, poi messa in un sacco e il cadavere sarebbe stato gettato in un dirupo nella strada provinciale 16. Il corpo sarebbe stato dilaniato da animali randagi, e questo spiega perché alcune parti, come la testa e una porzione del busto, non sono state trovate.

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