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Corteo funebre per fratello di ex boss: è polemica a Messina

Non è passato inosservato il corteo funebre di due giorni fa a Messina, con decine di persone che hanno rivolto l’ultimo saluto a Rosario Sparacio, fratello dell’ex boss messinese Luigi. Uno degli esponenti di spicco della mafia messinese a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 poi divenuto collaboratore di giustizia.

Nonostante i divieti di celebrare funerali a causa dell’emergenza coronavirus, sembra che un gruppetto di persone a piedi e in auto abbia accompagnato il feretro nel suo ultimo viaggio verso il Gran Camposanto.

Queste le parole dell’Associazione “Cambiamo Messina dal Basso”: “Apprendiamo dalla Gazzetta del Sud che l’altro ieri si sono tenuti i funerali del fratello dell’ex boss di Messina Luigi Sparacio, e che durante la cerimonia un corteo funebre ha raccolto un centinaio di persone, in barba a ogni restrizione.

Siamo bombardati ogni giorno da notizie che ci parlano di innumerevoli persone che sono morte da sole, con i familiari che non hanno nemmeno potuto celebrare i funerali dando l’ultimo abbraccio ai propri cari, deceduti in seguito alle complicazioni dovute al COVID-19. Celebrazioni pasquali vietate, funerali vietati se non a pochissimi intimi, in accordo con le autorità, com’è giusto che sia, ma a quanto pare non è così per tutti, se è vero come sembra che al funerale sopraddetto erano presenti moltissime persone vicine al deceduto.

E a questo punto viene naturale porsi alcune domande: ma com’è possibile che gli ormai “tristemente famosi” ragazzi della Renault 4, che non hanno alcuna indagine in corso, sono perennemente al centro dei pensieri dei nostri politici che, però, al contempo, sono molto più attenti a non spargere lo stesso fango sui cosiddetti sciatori? Perché si adottano sempre due pesi e due misure?

Allo stesso modo, non una parola su questa vicenda gravissima, non un provvedimento, non un controllo, non un annuncio, niente di niente. Che sia forse il solito giochino? gettare fango sui cosiddetti deboli, gettare fango su chi ha meno strumenti per difendersi, e poi gettare non fango, ma acqua sul fuoco quando la vicenda riguarda qualche “potente” di turno? O magari qualcuno che può tornare comodo e sarebbe meglio non “inimicarselo”?

Fuoco e fiamme per i deboli ed estintore per i potenti di turno. Sarà questo il segreto per arrivare alle tante agognate poltrone?

Cari politici, e cari tutti, ricordiamocelo: in vita siamo tutti uguali, ma anche nella morte.”

Sulla vicenda ha acceso i riflettori anche la questura che ha avviato degli accertamenti: approfondimenti per chiarire cosa sia accaduto. La vicenda ha sollevato reazioni da più parti ed un vespaio di polemiche sui social.

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