Messina – Gli organi di una 44enne ridanno la vita a quattro persone

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Non si ferma neanche in questo grave periodo di emergenza l’attività del Centro Regionale Trapianti. Al Papardo di Messina a donare gli organi è stata una paziente di 44 anni, deceduta per emorragia cerebrale. L’assenso è stato dato dai familiari, ai quali la donna aveva espresso in vita la sua volontà. Gli organi prelevati, reni, fegato e polmoni, hanno ridato la vita a quattro pazienti in lista d’attesa per il trapianto. Sono state prelevate anche le cornee, inviate alla banca degli occhi di Mestre.
Come prevedono le linee guida, prima di procedere al prelievo degli organi, la donatrice è stata sottoposta al test del tampone per il Coronavirus, che ha escluso l’infezione.
“Voglio ringraziare innanzi tutto i familiari della donatrice – dichiara la coordinatrice della donazione, Dottoressa Sara Niosi – che nonostante il grande dolore, hanno voluto dare la vita ad altri pazienti”.

La dottoressa Niosi aggiunge: “Grazie anche allo staff del CRT Operativo e a Bruna Piazza, e al collega rianimatore Gaetano Burgio per i consigli per il mantenimento necessario per il prelievo dei polmoni che sono stati prelevati al Papardo per la prima volta”. L’intero processo di procurement e trapianto di organi è stato gestito dal CRT Operativo. Giorgio Battaglia, Coordinatore del Centro Regionale Trapianti Sicilia, commenta: «Ringrazio tutti gli operatori cha hanno portato a buone fine questa donazione e in modo particolare i coordinatori locali, i primi protagonisti in questo momento di emergenza che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario”.
Presso il Servizio Trasfusionale di Ragusa, sede del centro Donatori CD RG01, un donatore di midollo osseo risultato compatibile con un giovane paziente affetto da leucemia acuta e in attesa di trapianto, si è sottoposto a tutti gli accertamenti per procedere alla donazione del midollo. Nel pieno rispetto della totale sicurezza del donatore, oltre ai routinari prelievi ematici e ai controlli strumentali radiologici e cardiologici – eseguiti grazie all’abituale piena disponibilità dei colleghi, nonostante l’urgenza della richiesta -, è stata effettuata, in aggiunta al normale protocollo, anche la ricerca del COVID-19, come da nuove disposizioni del Registro Nazionale dei Donatori di Midollo Osseo.