mercoledì, Agosto 12, 2020

La “Lectio” di monsignor Giombanco nel ritiro di Quaresima a Patti: “Vincere la pigrizia!”

Vincere la paura, valorizzare il silenzio, lasciarsi rischiarare dalla luce di Cristo. Sono i “passaggi” essenziali della “lectio” del brano evangelico della Trasfigurazione del vescovo monsignor Guglielmo Giombanco durante il ritiro di Quaresima dei giovani della diocesi di Patti, tenutosi a Patti, nel salone della Concattedrale “Santi Martiri del XX secolo” per iniziativa dei Servizi di Pastorale Giovanile e Vocazionale.

“Maestro, è bello per noi essere qui…” il tema dell’incontro “perché – ha esordito nella sua “lectio” il Vescovo – il brano della Trasfigurazione ci aiuta a conoscere meglio se stessi, per comprendere la ricchezza del dono della vita, luminosa se unita a Gesù”. Monsignor
Giombanco si è poi soffermato sulla “fatica dell’ascesa, in cui la sfida più difficile è vincere se stessi, la pigrizia, la pesantezza. E per questo è necessario l’allenamento del cuore. Da qui una prima domanda: “Quali desideri sono nel mio cuore, cosa dà senso alla mia vita ?”
“Bisogna combattere – ha proseguito il Vescovo – contro la comodità, lo stare quieti; la gioia di Cristo richiede una passaggio obbligatorio, quello della croce. Oggi si ha paura
del sacrificio e, quindi, si giustificano meschinità che sfigurano il volto dell’uomo. E’ necessario un cammino di libertà e di discernimento, per scegliere il bene e allontanare il male”. Da qui l’invito a “superare con risolutezza ogni paura, attraverso la preghiera, il dialogo con Dio, il silenzio che non è mutismo e che fa ascoltare la Parola di Dio. Oggi abbiamo paura perché tutto si concentra sulle nostre capacità e sulle risorse umane e la
paura ci rende fragili”.

Ecco, allora, una seconda domanda: “Quali sono le paure nella nostra vita ?” “La paura – ha commentato monsignor Giombanco – della nostra fragilità,
la paura del fallimento e, quindi, la paura di scegliere”. Da qui il rischiamo al valore del silenzio “necessario e fecondo perché aiuta a percepire la presenza di Dio, pone
la nostra persona dinanzi a Lui, con le proprie fragilità ma con la certezza che Dio ci rinnova”. “La bellezza – ha concluso il Pastore della Chiesa Pattese – deve risplendere
in un volto abitato dalla gioia”. E’ seguita l’adorazione eucaristica, alternata tra momenti
comunitari e riflessione e preghiera personali. A nome di tutti i giovani della diocesi pattese, dodici ragazzi hanno portato dei lumi accesi, segno della fede battesimale e dei
dodici apostoli, colonne della Chiesa. A conclusione, ai presenti è stata donata una piccola pergamena con una frase della Bibbia da meditare e da vivere durante il cammino della Quaresima.

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