mercoledì, Ottobre 21, 2020

Terme Vigliatore, il Torrente Patrì è un’immensa discarica a cielo aperto – Video

Centinaia di copertoni giacciono nel letto del torrente Patrì. Il loro “ingresso” all’interno del grosso corso d’acqua, da decenni, è agevolato soprattutto dall’ampio punto di accesso vicino a via Maceo e anche dalla strada sulla litoranea, poco dopo il depuratore di contrada Cantoni di Barcellona, in direzione Palermo.

Il Patrì, con un’asta fluviale corposa, tra Terme Vigliatore e Barcellona, ma che “tocca” anche i territori di Castroreale, Rodì Milici, Fondachelli Fantina e Novara di Sicilia, è la meta preferita di chi scarica pneumatici; lo stesso avviene in alcuni tratti del Mela, torrente che divide Barcellona e Milazzo.

E visto che nel Patrì sono sempre aperti i varchi e non ci sono telecamere, è facile raggiungere alcune zone del torrente – in questo caso l’area vicina al vecchio rilevato ferroviario, dove un tempo poggiava il ponte di ferro attraverso il quale transitavano i treni sulla linea a binario unico – e scaricare lontani da occhi indiscreti, magari di primo mattino oppure di sera e poi andare via indisturbati. Ma c’è di peggio, quando dal torrente si alza un fumo nerissimo, significa che stanno dando fuoco ai copertoni e ad altri rifiuti.

E’ stata la Legambiente del Longano, a più riprese, a chiedere la chiusura dei varchi, l’installazione delle telecamere e soprattutto maggiori controlli presso le aziende che vendono pneumatici. Queste dovrebbero avere in dotazione il registro di carico e scarico, poi i depositi per il trasferimento provvisorio e collegamenti con chi esegue la raccolta per il recupero di questi rifiuti speciali; le aziende dovrebbero essere registrate presso alcuni consorzi che offrono servizi, tra i quali anche il ritiro gratuito di una percentuale di “gomme”. Tutto questo ha un costo: il contributo ambientale.

E’ ovvio che se le forniture provengono da canali sconosciuti e dunque non ufficiali, l’acquisto di questi pneumatici, non potendo essere iscritto nel registro di carico e scarico, si “trasforma” nel tempo in smaltimento illegale.

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