martedì, Agosto 9, 2022

Reddito di Cittadinanza, controlli serrati della Guardia di Finanza

gdf

I finanzieri dei comandi provinciali di tutta Italia pronti a scovare i furbetti del reddito di Cittadinanza. Sono oltre 49mila i soggetti inseriti in una lista iniziale e analizzati dai finanzieri, che hanno selezionato quelli che presentavano dati anomali più rilevanti. I soggetti “ad alto rischio di indebita percezione del Reddito” sarebbero 2.706, mentre 178 sono le aziende che verranno controllate.

Il dato è stato elaborato attraverso indagini svolte dal Comando centrale, dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie, che ha già trasmesso la lista ai reparti provinciali territoriali delle Fiamme gialle, incaricati di andare a bussare alle porte dei soggetti selezionati.

La black list è stata ordinata secondo una scala di rischio frode da 0 a 100 e chi ha ottenuto il punteggio più alto sarà controllato per primo. Secondo quanto riportato dal Il Sole 24 Ore, sarebbero 184 le posizioni che hanno ottenuto il punteggio di 100, per altri 408, invece, il livello di rischio ha prodotto un punteggio di 80.

A questi si aggiungono altri 2.030 cittadini e 78 datori di lavoro che risultano come soggetti a rischio. Interessante è la distribuzione geografica elle posizioni da verificare: il Lazio è in testa con 325 casi (di cui 203 a Roma e provincia), segue la Lombardia con 314 e la Campania con 287. In coda Valle D’Aosta con soli 4 casi, Molise con 18 e Trentino Alto Adige con 27.

I potenziali furbetti sono stati selezionati con un elaborato procedimento di analisi di rischio che ha incrociato i dati delle Dichiarazioni sostitutive uniche, presentate insieme alle domande all’Inps per ottenere il beneficio, con tutte le altre informazioni patrimoniali disponibili.

I finanzieri hanno selezionato quelli che presentavano dati anomali riguardo a movimenti bancari come i bonifici, segnalazioni di operazioni sospette e trasferimenti di capitale, oppure immobili, autovetture, imbarcazioni e partecipazioni societarie possedute. I controlli dovrebbero essere completati entro il 31 marzo prossimo, ma chi si trova in cima alla lista potrebbe sentire suonare il campanello di casa già nei prossimi giorni.

Per le aziende la Guardia di Finanza sta passando, invece, al setaccio quelle che hanno effettuato licenziamenti o ricevuto dimissioni nel periodo che va da giugno 2017 a marzo 2019, per individuare possibili comportamenti strumentali per accordi fraudolenti tra azienda e lavoratore, incrociando i dati tra Reddito di Cittadinanza e lavoro sommerso.

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