Sant’Agata, condannato a pagare 690.000€ per contributi agricoli percepiti indebitamente

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L’imprenditore agricolo di Randazzo Salvatore Rosta, 67 anni, dovrà pagare oltre 690 mila euro a favore dell’Agea. Secondo l’accusa avrebbe percepito indebitamente contributi agricoli per il periodo 2007/2013.

E’ stata la procura regionale, nel gennaio del 2018, a citare in giudizio l’imprenditore, per un’indagine che ha preso avvio da una segnalazione della Guardia di Finanza di Sant’Agata di Militello.

Per la procura Rosta avrebbe dichiarato falsamente la disponibilità di alcuni fondi rustici con contratti di locazione stipulati con soggetti che risultavano deceduti.

Nelle domande uniche di pagamento e nelle istanze per accedere ai fondi sarebbe poi stato indicato un terreno di proprietà del comune di Randazzo, ma l’atto di concessione sarebbe stato disconosciuto dal comune.

In primo grado l’imprenditore fu condannato al risarcimento del danno per oltre 390 mila euro a favore dell’Agea e per oltre 290 mila euro a favore della Regione. L’imprenditore decise di impugnare la sentenza di condanna e, rappresentato dall’avvocato Agatino Cariola, lo scorso aprile chiese la sospensione del giudizio e la prescrizione.

Rosta ribadì di aver provveduto alla registrazione dei contratti di locazione dei terreni oggetto di contestazione e che il pm avrebbe potuto effettuare i controlli e procedere alla sospensione dell’erogazione dei contributi, se avesse rilevato irregolarità.

Di contro però il vice procuratore generale Maria Luigia Licastro ha chiesto il rigetto della richiesta di sospensione del processo e l’infondatezza della prescrizione e di tutti i motivi di appello.

La sezione giurisdizionale di appello della Sicilia della corte dei conti ha accolto in toto le richieste della procura, confermando la sentenza emessa in primo grado.