mercoledì, Settembre 23, 2020
Il ricordo delle vittime

Barcellona, Una città chiamata ancora una volta a rinascere stringendosi intorno a chi soffre

Nella mente e nel cuore della gente di Barcellona Pozzo di Gotto c’è una data scolpita in maniera indelebile. 22 novembre 2011. Il giorno in cui una terrificante valanga di acqua e fango investì la città, seminando distruzione da Migliardo fino al centro cittadino, giungendo fino a Calderà. Qui crollò quel ponte che, ad oggi, è ancora il simbolo tangibile della devastazione. Calderà e Spinesante sono ancora unite da un ponte provvisorio collocato otto anni fa. Adesso nella mente e nel cuore della gente di Barcellona Pozzo di Gotto c’è scolpita anche un’altra data. Da due giorni. Quella del 20 novembre 2019 che si è portata via cinque vite. La vita di una madre di famiglia che suo figlio ha tentato di salvare, rimanendo gravemente ustionato e che in questo momento è impegnato nella sua lotta in ospedale. La vita di un giovane di appena 23 anni che sua madre non ha mai smesso di chiamare da quel tragico pomeriggio, ricordando la sua voglia di vivere. Quella voglia di vivere e di preparare l’albero in vista di un Natale che purtroppo non vedrà. Era un bravissimo ragazzo, Vito. Giovane ma  già grande lavoratore. E ci sono figli che cresceranno senza il sorriso e l’amore dei loro padri. Fortunato Porcino era diventato papà nello scorso ottobre. Un ragazzo semplice. Sul suo profilo Facebook le foto del suo matrimonio, l’amore per la famiglia che si era costruito. Lo stesso amore che nutriva per i suoi affetti più intimi Giovanni Testaverde. Anche lui in quell’istante maledetto stava lavorando per guadagnarsi da vivere. Ieri sua moglie è riuscita a dire qualche parola alla stampa. Ha spiegato quanto è difficile raccontare ai suoi figli cosa è successo al loro papà. Uno farà il compleanno tra pochi giorni. Giada ha reso noto il desiderio che suo marito sia ricordato col sorriso e la forza di volontà che aveva da sempre. Ha detto anche che lui non doveva essere lì. Lei gli aveva preparato dei vestiti sul letto perché, al suo rientro, dovevano andare a una cena. Quei vestiti sono rimasti lì, intatti. Con dentro l’amore con il quale una moglie li aveva preparati per suo marito. E poi c’è la storia di Mouhamed Mannai che dieci anni fa era arrivato dalla Tunisia con tanta voglia di fare. Si era sposato da pochi mesi e qui in Italia voleva costruire la sua famiglia. Barcellona Pozzo di Gotto non ha dimenticato il suo 22 novembre. E non dimenticherà, ne siamo certi, neanche il suo 20 novembre. A queste latitudini la gente è abituata a lottare. Lo farà anche stavolta. Con gesti e atti concreti verso queste famiglie e queste aziende che oggi piangono e che hanno bisogno di supporto.

 

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