Esplosione a Barcellona, continuano le indagini

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Quel mercoledì pomeriggio rimarrà a lungo impresso nella memoria di quanti hanno udito il fragore di quelle due esplosioni ravvicinate che hanno seminato morte e distruzione nei locali di quella fabbrica di fuochi artificiali.

Un pomeriggio di novembre inoltrato che ha cambiato per sempre le vite di cinque famiglie. La famiglia Costa, che con tanti sacrifici negli anni si è ricavata un ruolo di primo piano nel settore dei fuochi pirotecnici ricevendo anche riconoscimenti in giro per l’Italia, piange una madre e spera per un figlio. Nino Costa sta lottando al centro ustioni di Palermo, circondato dall’amore dei suoi familiari, contro le ustioni che si è procurato nel tentativo di salvare la vita di sua madre. E pensare che, la ditta si accingeva a festeggiare i dieci anni di vita del punto rivendita di Barcellona Pozzo di Gotto. L’altro ferito, Tonino Bagnato, è ricoverato all’ospedale Fogliani di Milazzo, con dentro un dolore grande per quanto accaduto. Nella mattinata di ieri, si respirava un clima surreale intorno a quello stabilimento, lì tra le colline di Femminamorta.

Nel frattempo si tenevano i sopralluoghi di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e personale di Inail e Ispettorato del Lavoro. Proprio l’Inail, attraverso le parole di Carlo Biasco, direttore regionale per la Sicilia, ha garantito concreto sostegno ai feriti e ai familiari delle vittime. Spetterà agli inquirenti fare chiarezza su cosa sia esattamente accaduto poco prima delle 16.30 di mercoledì pomeriggio quando due boati terrificanti hanno spaventato i residenti del comprensorio, molti dei quali avevano subito pensato a un terremoto.