Pensieri Comuni, domani l’incontro con Attilio Bolzoni a Gliaca di Piraino

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Attilio Bolzoni, domani ospite a Gliaca di Piraino
“La mafia trasparente” sarà il tema dell’incontro letterario con Attilio Bolzoni, programmato per domani, 5 novembre, alle ore 18.30 presso la sala convegni del palaCultura “Don Puglisi” di Gliaca di Piraino.
L’incontro rientra tra quelli programmati della rassegna “pensieri comuni”, nata dalla direzione artistica di Lucia Franchina e che ha coinvolto diversi Comuni della zona.
L’appuntamento di domani pomeriggio è il terzo della serie dopo quello con Alan Friedman che ha presentato a Gioiosa Marea il suo libro “Questa non è l’Italia” ed il primo incontro, a Naso, con Antonio Funiciello, dove “l’osservatore politico- consulente” ha presentato “Il metodo Machiavelli” (Rizzoli), uscito lo scorso 3 settembre, colloquiando con Massimo Scaffidi.
Lo stesso giornalista dialogherà domani, alle 18,30, con Bolzoni. Ovviamente la presentazione del libro “i padrini dell’antimafia” di Attilio Bolzoni, storica firma di Repubblica, che da sempre si è interessato ed ha scritto su mafia e antimafia oggi si arricchisce di nuovi interessi.
Bolzoni è un profondo conoscitore della storia siciliana degli ultimi 40 anni, ha vissuto in prima persona gli anni del pool antimafia a Palermo e l’anno delle stragi dei giudici Falcone e Borsellino. Ha scritto libri sulla storia della mafia e dell’antimafia, tra cui “Il capo dei capi” insieme a Giuseppe D’Avanzo da cui è stata tratta l’omonima fiction televisiva, “Faq Mafia”, “Uomini soli”, “La giustizia è cosa nostra”.
E’ stato inviato di Repubblica a Palermo dal 1982, si è dedicato a sceneggiare fiction tv  come quella dedicata a Paolo Borsellino.
Sarà un’occasione di un lucido confronto su temi importantissimi quali la legalità e la lotta alla mafia ma anche per alzar il velo su quelle forme di crimine che non hanno addosso ancora il marchio del 416 bis ma che si muovono in tempo di pace proprio come quelle organizzazioni, hanno una loro forza intimidatrice, come obiettivo hanno – proprio come le mafie tradizionali che conosciamo – la conquista del potere, politico ed economico, l’eliminazione dell’avversario, anche col,pendono sulla sua stessa integrità morale, il mascariamento dei fatti.
Quelle che con un po’ di fantasia chiamiamo mafie “incensurate”, condizionanti e pericolosissime per la stessa democrazia.

E’ una mafia che si vede e non si vede, che è appunto “trasparente”, sintesi estremamente felice per raccontare un sistema delinquenziale che non era “parallelo” al potere ufficiale «ma ad esso perpendicolare, in quanto intersecava le più diverse istituzioni, ai diversi livelli, finendo per controllarle, condizionarle o comunque influenzarle».
Nel libro che si presenterà a Gliaca di Piraino si analizza l’irresistibile scalata di Montante, un uomo è diventato il faro dell’Antimafia in Italia. che ha tessuto una ragnatela di rapporti d’amicizia eccellenti, grazie a protezioni eccellenti –  alti papaveri del Viminale, presidenti di Corte di Appello e procuratori generali, prefetti, questori, direttori centrali della Direzione Investigativa Antimafia, capi dei servizi segreti, presidenti di Confindustria – e alla compiacenza molto interessata di un bel po’ di gente e anche di giornalisti.
E si cercherà anche di andare oltre ai capitoli del libro, dalla copertina eloquente, intrigante, e certamente dal taglio “obliquo”, inquietante e trasversale, insinuante proprio come quella “mafia trasparente” che apparentemente priva di consistenza tattile e visiva, in grado però di infiltrarsi eludendo la resistenza delle misure comuni. Una mafia che non non si limita a gestire il potere ma che a volta il potere lo crea e se lo porta anche a cena.