Il capannone dove fu ucciso Peppino Impastato diventa un “luogo del ricordo”

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La Regione Siciliana esproprierà il casolare in cui la mafia assassinò nel 1978 a Cinisi il giornalista ed attivista siciliano Peppino Impastato, mentre la Città metropolitana di Palermo procederà al recupero del bene per la sua fruizione. E’ questo il risultato al quale è giunto il Tavolo di lavoro convocato a Palazzo d’Orleans dal governatore Nello Musumeci, per trovare una soluzione condivisa finalizzata a utilizzare al meglio le risorse disponibili per quella finalità.

Alla vita di Peppino è dedicato il film I cento passi di Marco Tullio Giordana, con Luigi Lo Cascio nel ruolo di Impastato. Il film è una ricostruzione della vita ed attività di Peppino, e i “cento passi” che separavano casa sua da quella del boss Tano Badalamenti non sono solo una metafora usata dal regista, ma è effettivamente la distanza presente tra quella che era la casa di Peppino e la casa del boss (il bene è stato confiscato alla mafia e affidato a Giovanni Impastato).

Alla riunione hanno partecipato anche i rappresentanti del Comune di Cinisi e delle associazioni che mantengono viva la memoria del giornalista siciliano, ucciso dalla mafia per le sue denunce attraverso Radio Aut. L’accordo verrà formalizzato attraverso un Protocollo di intesa che Regione Siciliana, Città metropolitana e Comune di Cinisi firmeranno nei prossimi giorni.

A disposizione ci sono circa seicentomila euro. Centomila euro, già stanziati dalla giunta regionale, serviranno per acquisire l’immobile – dichiarato cinque anni fa di “interesse culturale” – in cui fu consumato il sacrificio dell’attivista di estrema sinistra. La stima del valore è stata effettuata dal dipartimento delle Infrastrutture, mentre al dipartimento dei Beni culturali è stata affidata la procedura espropriativa del bene di proprietà privata. Gli altri cinquecentomila euro verranno assegnati dalla Regione all’ex Provincia di Palermo per poter procedere al restauro.

“L’obiettivo – dichiara il presidente Musumeci – era quello di non disperdere i finanziamenti e ci siamo riusciti. Una volta acquisito il casolare, lo cederemo in comodato alla Città metropolitana che potrà procedere al restauro per trasformarlo in un “luogo della memoria”. L’immobile diventerà così un bene pubblico, accessibile alla fruizione di tutti”.

“Sono molto soddisfatto – ha commentato il sindaco metropolitano Leoluca Orlando – per il raggiungimento di un accordo che permette di non perdere, ma anzi valorizzare i fondi disponibili perché il casolare in cui fu ucciso Impastato possa finalmente essere un luogo di memoria attiva nel nome di Peppino e di Felicia. Oggi è stato trovato un accordo che permette di utilizzare tutte le somme disponibili e di mettere finalmente in cantiere un progetto importante. Si lavori adesso con la Regione e con i familiari e amici di Peppino perché il memoriale veda quanto prima la luce”.