Induzione alla prostituzione minorile sui Nebrodi, il 2 ottobre prosegue l’udienza preliminare

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Si celebrerà il 2 ottobre al tribunale di Messina la seconda fase dell’udienza preliminare relativa ad un caso di presunta induzione alla prostituzione minorile, contestato ad una donna residente nell’area dei Nebrodi; secondo l’accusa avrebbe indotto la figlia minore di 14 anni ad andare presso case private per presunte prestazioni sessuali.

L’inchiesta scattò  alla fine del 2018, quando un assistente sociale operativa in un comune dei Nebrodi segnalò questa vicenda alla procura della repubblica presso il tribunale dei minorenni di Messina e allo stesso tribunale peloritano. L’assistente sociale riferì che la fonte di quelle gravissime informazioni desiderava restare anonima. Nonostante questa circostanza la procura del tribunale dei minori inviò gli atti alla procura del tribunale di Messina e la madre della ragazzina fu indagata di induzione alla prostituzione minorile. A distanza di un mese, l’assistente sociale, sentita nel corso delle indagini, non solo ribadì che la sua fonte avrebbe preferito restare anonima, ma addirittura che la stessa fonte non avrebbe avuto conoscenza diretta dei fatti, ma che li avrebbe appresi da altre persone. Incredibile. Possibile che un’accusa così grave sia stata formulata in questo modo? I fatti saranno chiariti in avanti, visto che la madre della ragazza, rappresentata dall’avvocato Giacomo Portale, ha presentato una denuncia per calunnia contro l’assistente sociale. La vicenda giudiziaria è proseguita nel frattempo con la nomina di un curatore per la minore da parte del pm, che poi richiese al gip un incidente probatorio, per verificare se la figlia della donna che sarebbe stata costretta a prostituirsi avesse la capacità di testimoniare, per essere sentita in una fase successiva. Questo è il momento in cui la madre viene a sapere delle indagini e della grave accusa nei suoi confronti. Disposto l’incidente probatorio, il gip del tribunale di Messina Gaetano Mastroeni ha nominato nel ruolo di perito la psicologa e psicoterapeuta Daniela Astone. I colloqui sono stati effettuati alla presenza del difensore del curatore della ragazza nominato dal pm, l’avvocato Simona Arasi, dell’avvocato Giacomo Portale e del consulente di parte nominato dalla difesa, lo psicologo e psicoterapeuta Carmelo Genovese. La perizia si è conclusa in modo positivo e la ragazza così potrà testimoniare nel corso dell’udienza del 2 ottobre prossimo. L’esame sarà presieduto dal gip e si celebrerà in forma protetta, in un’aula appositamente attrezzata.

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