Capo d’Orlando, è scontro tra il “Piccolo” e il “Merendino” – Video e interviste

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La disputa di carattere logistico tra i due istituti non si placa: oggi, primo giorno di scuola, il problema si è manifestato con proteste e contrapposizioni a distanza tra le due dirigenti.

La Città Metropolitana di Messina non decide, riconoscendo ad entrambe le proposte pari dignità, e nella nota del 9 settembre se ne lava le mani e chiede alle dirigenti degli istituti “Piccolo” e “Merendino” di trovare una soluzione nell’interesse della funzionalità didattica, per garantire il diritto allo studio dei ragazzi.

Ma partiamo da principio: con il Decreto Regionale 161 del 25 gennaio, gli indirizzi Agrario e Odontotecnico sono passati di pertinenza dal “Piccolo” al “Merendino”, ma la Città Metropolitana non ha modificato l’assegnazione dei locali e dei plessi, demandando alle dirigenti il compito di decidere la sistemazione migliore.

Nel plesso scolastico di Contrada Santa Lucia, davanti al quale stamattina hanno protestato genitori e alunni di Agrario e Odontotecnico, che fino all’anno scolastico 2018/19 (cioè finché sono stati di competenza del “Piccolo”) ospitava i due indirizzi, vi sono i laboratori e la serra, appositamente realizzati per odontotecnico e agrario.

La nuova dirigente del “Merendino”, la professoressa Maria Ricciardello, ha preso servizio il 2 settembre scorso e con la circolare di ieri, 11 settembre, ha modificato la sede delle lezioni – prevista nella circolare del 6 settembre nella scuola di Santa Lucia – alla sede centrale del Istituto, sita in via Torrente Forno.

Ma le lezioni, per gli alunni di Ipaa e Odontotecnico, già da oggi si dovrebbero tenere di pomeriggio, dalle 13:30 alle 18:30, perché non c’è spazio, per tutti e 370 ragazzi del “Merendino”, nelle aule a disposizione del plesso di via Torrente Forno.
Alunni e genitori protestano, sia perché non ci sono i trasporti pomeridiani per gli alunni che provengono dalle zone interne dei Nebrodi, sia perché rivendicano il diritto di utilizzare i laboratori professionalizzanti, che li hanno portati a scegliere quegli indirizzi di studi.

Dal canto loro le dirigenti rimangono ognuna sulle proprie posizioni: dal 2014 la Città Metropolitana ha assegnato il plesso di Contrada Santa Lucia all’Istituto “Lucio Piccolo” e dunque la dirigente Margherita Giardina rivendica il diritto di usufruire dei locali per ospitare le otto classi del Liceo Artistico e le dieci classi prime degli altri vari indirizzi del Liceo.

Non ci sarebbe infatti spazio nel plesso di Via Consolare Antica, sede centrale dell’istituto “Piccolo”, per gli oltre 350 alunni (tra prime e liceo artistico) che già stamattina hanno svolto le lezioni, con non poche difficoltà a causa delle proteste, nel plesso di Contrada Santa Lucia.

Dal canto suo la preside Maria Ricciardello chiede ospitalità, per gli alunni di Ipaa e Odontotecnico, nei locali del plesso di Santa Lucia, in modo tale che i ragazzi possano utilizzare i laboratori e la serra, così come facevano fino a qualche mese fa, quando erano di pertinenza del “Piccolo”.

Il plesso di via Torrente Forno infatti non riesce, ad oggi, ad ospitare tutte le classi, stante l’inagibilità del’ultimo piano dell’immobile. Vi sono solo cinque aule, lasciate libere da Ragioneria e Geometra (gli altri due indirizzi del plesso orlandino), mentre sono 12 le classi, tra Ipaa e Odontotecnico, che dovrebbero svolgere lezione alla sede di Forno Medio.

Stanti così le cose, la dirigente del “Merendino” ha già pensato ad una soluzione: se lunedì non si arriverà ad una sintesi tra le due parti, saranno provvisoriamente trasformati in aule anche l’atrio e l’ufficio di presidenza, ma serviranno altri banchi e sedie.

Intanto la dirigente Ricciardello chiede la convocazione di una conferenza di servizi da parte della Città Metropolitana di Messina, che con una nota, inviata oggi ai due dirigenti, prende atto della decisione della Professoressa Giardina di assegnare il plesso di Contrada Santa Lucia al “Piccolo” e chiede ancora una volta alle dirigenti di affrontare con atteggiamento costruttivo le problematiche.

Di seguito la nota inviata oggi dal Servizio edilizia scolastica della Città Metropolitana: