INGV, “Lo Stromboli è in stato di apparente instabilità”

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Dopo l’esplosione dello scorso 3 luglio, lo Stromboli «si è mantenuto in stato di apparente instabilità, con esplosioni di ampiezza media o alta nei crateri sommitali». Non si possono escludere in futuro altre esplosioni di questo tipo, perché «lo Stromboli è un vulcano in attività persistente e ciò determina la presenza di un rischio vulcanico costante»: lo spiega Eugenio Privitera, direttore dell’Osservatorio etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) in un video sul sito dell’istituto, consultabile qui: https://www.youtube.com/watch?v=iZ2oJQMU4nY

Dall’esplosione dello scorso 3 luglio, che è stata tra le più forti registrate dal 1985, ossia da quando è attivo il sistema di monitoraggio del vulcano, e si è assistito anche ad alcune piccole colate laviche per trabocco sulla parte medio-alta della sciara del fuoco e a piccole frane, con il rotolamento di blocchi incandescenti che finiscono in mare.

Esplosioni come queste, dette parossistiche, sono sporadiche e non sono prevedibili, né hanno fenomeni precursori.

«Da quando è stata installata la rete di monitoraggio sul vulcano è la seconda volta – dice Provitera – che osserviamo questo tipo di fenomeno. C’è una piccola deformazione del suolo che è possibile riconoscere a posteriori e vedremo in futuro se potrà essere un precursore utile, anche se per una brevissima allerta. L’isola comunque è e resta bellissima – conclude Privitera – Godiamocela, tenendo però sempre in mente che c’è un rischio idrogeologico da considerare.»