sabato, Settembre 19, 2020

L’Arpa di Messina risponde a Legambiente: “Nessuna mancanza di ossigeno nel lago di Marinello”

Non è stata registrata mancanza di ossigeno nel lago Marinello, dove la Legambiente del Longano, il 13 luglio scorso, ha segnalato una moria di fauna ittica; questa la risposta dell’Arpa di Messina, dopo che Carmelo Ceraolo, presidente del circolo “Legambiente del Longano APS” di Barcellona, denunciò lo strano fenomeno.

“Non si esclude che la crisi anossica – cioè la mancanza di ossigeno, non ci sia stata nei giorni precedenti, causata chissà da prolungati periodi di caldo ed alta pressione; l’abbassamento delle concentrazioni di ossigeno in questi piccoli bacini può sempre verificarsi – prosegue la risposta dell’Arpa, ma rimane comunque un aspetto fisiologico che non deve destare particolare allarmismo.” Queste le conclusioni dei tecnici dell’Arpa di Messina Veronique Zappia e Katia Tribulato. Com’è noto Carmelo Ceraolo, presidente della Legambiente del Longano effettuò un sopralluogo il 13 luglio scorso presso la riserva naturale orientata “Laghetti di Marinello” nella “Laguna di Oliveri -Tindari, sito di importanza comunitaria; verificò il fenomeno della moria di fauna ittica; chiese che l’Arpa potesse effettuare gli accertamenti ed altre attività di competenza, inviando un esposto anche alla procura della repubblica di Patti e alla stazione di carabinieri di Patti.

Attivatisi i tecnici dell’Arpa Katia Tribulato e Vincenzo Colamesta, il 16 luglio successivo, hanno verificato uno scavo di un tratto di sponda di circa 10 metri, corrispondente al camminamento che costeggiava il costone roccioso con conseguente allargamento dello specchio acqueo. Le condizioni delle acque erano normali, non c’erano pesci morti, né puzza di idrogeno solforato che azzera l’ossigeno. Dal campionamento delle acque sono emersi valori nella norma e buona ossigenazione. Stessa situazione si è registrata nel vicino laghetto Mergolo della Tonnara, con valori di azoto nitroso e fosforo totale nella norma e azoto ammoniacale più alto, probabilmente dovuto alla moria dei giorni precedenti. In quel momento non c’era “crisi anossica”, che può essersi registrata nei giorni precedenti, un fenomeno che nei piccoli bacini è causato dal caldo prolungato, un aspetto che l’Arpa considera fisiologico.

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