Tensione ancora alta al carcere di Barcellona

553

Tensione ancora alta nel carcere Madia di Barcellona Pozzo di Gotto. Dopo la doppia evasione dello scorso sabato sera che ha poi portato alla rocambolesca cattura in mare di uno dei due fuggitivi, altri disordini si sono verificati nella struttura detentiva e sono stati resi noti dal sindacato C.o.s.p. che ha anche specificato come l’intervento tempesto del personale di polizia penitenziaria sia riuscito a evitare conseguenze peggiori. E’ successo nei giorni di mercoledì e giovedì.

Un detenuto che chiedeva di essere trasferito in un’altra struttura ha danneggiato uno sgabello per poi lanciare i resti contro un agente intervenuto per calmarlo. Lo stesso agente è stato medicato al pronto soccorso dell’ospedale “Cutroni Zodda” con ferite giudicate guaribili in sette giorni. Il giorno dopo, lo stesso detenuto, per richiamare ancora una volta l’attenzione, ha dato fuoco al materasso della sua cella. Un detenuto dell’ottavo reparto, quello riservato ai detenuti con problemi di natura psichiatrica, ha tagliato a pezzi un materasso, aggiunto i suoi indumenti e appiccato il fuoco. Anche lui voleva essere trasferito in un’altra struttura detentiva. E, sempre secondo quanto reso noto dal C.o.s.p., all’ora di pranzo quasi tutti i reclusi hanno rifiutato il vitto giornaliero fornito dall’Amministrazione Penitenziaria.

Lo stesso sindacato ha evidenziato come la situazione sia di alta tensione, soprattutto dopo l’evasione di sabato scorso che ha messo in risalto i limiti della struttura carceraria, specie considerando che uno degli evasi avrebbe forzato le sbarre a mani nude. Per il C.o.s.p. non basteranno gli undici agenti che il Ministero della Giustizia invierà a Barcellona Pozzo di Gotto per migliorare il corso delle cose. Il personale attualmente in servizio è ormai allo stremo.